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La quarta di copertina: A quindici anni, Mariam non è mai stata a Herat. Dalla sua “kolba” di legno in cima alla collina, osserva i minareti in lontananza e attende con ansia l’arrivo del giovedì, il giorno in cui il padre le fa visita e le parla di poeti e giardini meravigliosi, di razzi che atterrano sulla luna e dei film che proietta nel suo cinema. Mariam vorrebbe avere le ali per raggiungere la casa del padre, dove lui non la porterà mai perché Mariam è una “harami”, una bastarda, e sarebbe un’umiliazione per le sue tre mogli e i dieci figli legittimi ospitarla sotto lo stesso tetto. Vorrebbe anche andare a scuola, ma sarebbe inutile, le dice sua madre, come lucidare una sputacchiera. L’unica cosa che deve imparare è la sopportazione. Laila è nata a Kabul la notte della rivoluzione, nell’aprile del 1978. Aveva solo due anni quando i suoi fratelli si sono arruolati nella jihad. Per questo, il giorno del loro funerale, le è difficile piangere. Per Laila, il vero fratello è Tariq, il bambino dei vicini, che ha perso una gamba su una mina antiuomo ma sa difenderla dai dispetti dei coetanei; il compagno di giochi che le insegna le parolacce in pashtu e ogni sera le dà la buonanotte con segnali luminosi dalla finestra. Mariam e Laila non potrebbero essere più diverse, ma la guerra le farà incontrare in modo imprevedibile. Dall’intreccio di due destini, una storia che ripercorre la storia di un paese in cerca di pace, dove l’amicizia e l’amore sembrano ancora l’unica salvezza.

Mi sono resa conto di non sapere niente o quasi sulla guerra che affligge l’Afghanistan. Mi sono anche resa conto di non sapere niente o quasi sugli usi e i costumi islamici. Lo definirei un libro istruttivo. Un libro che apre diverse parentesi di riflessione sulla vita, sulla politica, sull’ego, sulla morte, su Dio, sull’essere una donna. Mi ha trascinato. Un libro che dalla prima all’ultima pagina mi ha tenuto incollata. Dovevo sapere cosa sarebbe successo. E no, non rispetto alla guerra, alla successione al potere di comunisti e fondamentalisti. No. Dovevo sapere se c’era ancora un po’ di speranza per le due protagoniste che suscitano un’insaziabile empatia. Da un lato le scorgevo forti ed indistruttibili mentre dall’altro provavo un senso di tristezza immensa. In treno, uno sconosciuto, sbirciando tra le mie pagine ha commentato “Dopo aver letto quello, mi sono detto Mai più libri così tristi. Bellissimo.”. Credo che sia uno di quei libri che non deve mancare in una libreria. Se è un best seller, almeno stavolta, un motivo c’è. Emozionante. Capace di farmi bruciare dentro con due righe, senza descrizioni verbose ed inutili.

Desaturazione

L’ho letta nella forma participiale “desaturato” e mi ha colpito. E’ la parola della nottata, già lo so. Oggi, in effetti è stata la volta anche di Eccedenza, Eccipienza, Decadenza e Reticenza. Tutte con desinenza -enza (…) che ci posso fare?! Però… No, niente. Desaturare vince su tutte e quattro.

Il fumo uccide

Piccolo disclaimer
Per la sensibilità di chi potrebbe risentirne, mi riservo di mettere dei link statici alle immagini che andranno a contorno del post. Declino ogni responsabilità, quindi, per chi accetta di visualizzarle nonostante il disclaimer. Le immagini in questione sono prese o derivate dalla campagna antifumo indetta dal Ministero della Salute brasiliano (la net ne è piena, anche con immagini ben più inquietanti). Anche se scioccanti, le immagini linkate non sono altro che la conseguenza di un azione autodistruttiva di cui spesso, sempre più spesso, si sottovalutano le conseguenze.

Sì. Un altro moralistissimo post sui danni che il fumo provoca al corpo umano. Io sono un ex fumatrice e posso confermare senza nessun tipo di problema che quelli come me, che sono passati all’altra sponda, rompono i coglioni peggio, e molto, di quelli che non hanno fumato mai. Quelli come me dopo anni di sigarette si ritrovano a sentire di nuovo il sapore di una mela, di una bistecca o molto più romanticamente di un bacio. Quelli come me riescono di nuovo a fare le scale senza stramazzare al pianerottolo del secondo piano. A volte, mi ritrovavo riflettermi su una vetrina mentre fumavo trovandomi quasi più intrigante: ora sento solo odore sui vestiti che volano in lavatrice e conati di vomito ogni volta che uno che si è appena spento una sigaretta sale in un autobus affollato.
Esaminiamo, però, cosa è effettivamente a disposizione delle persone nel momento in cui compiono l’atto senziente di accendersi una sigaretta. Messaggi minatori che dovrebbero dissuadere dal portarsi una sigaretta tra le labbra sono marchiati su tutti i pacchetti: mh, si vede, funzionano proprio.

Il fumo uccide non sembra troppo esaustivo come messaggio. L’uomo è di per sè convinto della sua infallibilità e non crede possibile morire a causa del maltrattamento del suo corpo. “Proprio io mi prenderò il cancro ai polmoni? Seh.” e allora continua a sfidare la sorte scampando un infarto a destra e la gastrite a sinistra. Il fumo uccide ma non con un colpo secco come un colpo di pistola, no. Il fumo è la forma più assoluta di maltrattamento continuo e, quel che è peggio, consapevole del proprio corpo.

Il fumo provoca il cancro ai polmoni. E’ statisticamente provato che il 90-95% dei tumori ai polmoni e l’80-85% dei casi di bronchiti, enfisemi e affini sono causati dal fumo (fonte Smettere di fumare.it). La quasi totalità dei casi di malattie legate alle vie respiratorie sono causate dal fumo attivo, e, cazzo, anche passivo. I polmoni di un uomo sano sono grandi e perfettamente rosa, i polmoni di un fumatore sono neri, secchi e bucati (Vedi l’immagine: Fumare causa cancro ai polmoni || Vedi l’immagine: Fumare causa il cancro alla laringe).

Il fumo nuoce a te e a chi ti sta intorno è probabilmente troppo vago e blando. In effetti è vago e blando se uno non vede bene cosa succede, per esempio, dentro la bocca. I denti diventano gialli e, esattamente come un muro preso a picconate da anni, sono più soggetti a rotture, carie, macchie con conseguente spesa assurda per cure e ricostruzioni (Vedi l’immagine: Fumare provoca cancro alla bocca e perdita dei denti). L’alito puzza e ogni mattina ci si sveglia con la parvenza di un piccolo scoiattolo pulcioso che vi ha dormito in bocca. Bello, eh? Sexy.

Il fumo invecchia la pelle. Oltre ad essere maledettamente vero perchè soprattutto le dita con cui si tiene la sigaretta si ingialliscono e si seccano, come la pelle di un anziano di ottant’anni, è anche il messaggio più sottovalutato: Cosa vuoi che mi freghi se mi invecchia la pelle?! Ah, sì? Ok. Guarda cosa significa davvero (Vedi l’immagine: Questa necrosi è stata causata dal consumo di tabacco). Chissà com’è comodo avere la gamba in quelle condizioni…

Il fumo è causa di malattie cardiovascolari. Già. Fa male a tutto, come non poteva nuocere al motore principale? Non è però solo al “classico” infarto che si deve pensare. Io preferisco pensare che mi sono salvata da una vita adulta senza una mano o un piede. Il fumo aumenta la pressione delle arterie, causando aterosclerosi, ed ostacolando, quindi, la circolazione del sangue nei vasi e aumentando il rischio di infarto e di ictus. Le occlusioni dei vasi sanguigni non sono certo cose da sottovalutare e non è solamente l’infarto fulminante che accogliamo a braccia aperte. Si potrebbe arrivare ad avvertire un continuo formicolio alle gambe e alle braccia andando incontro all’amputazione degli stessi (in effetti, il diabete causa lo stesso problema ai vasi e ci sono moltissimi csi di amputazione). Da notare come le statistiche riportano che le donne sono a rischio maggiore di questi problemi in numero di 6 – 9 volte superiore rispetto all’uomo (Vedi l’immagine: Una vittima del tabacco. Fumare causa problemi vascolari).

Il fumo in gravidanza nuoce al bambino. Eccoci, finalmente, a chi non maltratta soltanto il proprio corpo ma anche quello della piccola creatura in sviluppo dentro al proprio corpo. Non solo fumare fa nascere bambini con forti problemi alle vie respiratorie, ma soprattutto è causa di aborti spontanei: di nuovo in luce come il fumo sia in grado, effettivamente, di uccidere, anche se stavolta si tratta di una creatura che non ha mai toccato una sigaretta. Mi sento di dire che sono una fan dell’utero (Vedi l’immagine: Fumare causa aborto spontaneo || Vedi l’immagine: Nelle donne incinte, fumare causa nascite premature con conseguenti problemi per il feto).

Il fumo provoca impotenza. Dopo la donna, non può non toccare all’uomo. L’attrezzo che lo distingue dalla specie femminile a causa di tutti i problemi ai vasi e al danneggiamento continuo dei suoi organi interni, potrebbe non rialzarsi più alla vista di ogni bocca o culo che gli passa a meno di venti metri. “Amore non mi trovi più attraente?” dice lei in un succinto abito rosso che ha impresso il marchio – mangiami – e lui, con faccia colpevole non replica e lei continua, rivestendosi “Hai fumato un pacchetto anche oggi?!” (Vedi l’immagine: Il fumo provoca impotenza). Grazie Uomo per non toccare sigaretta.

Vorrei concludere, semplicemente, con un disclaimer al disclaimer. Se queste immagini effettivamente urtano la vostra sensibilità, pensate a quanto una sigaretta urti la sensibilità del vostro cuore, di un vostro polmone o di un vostro rapporto sociale. Credo nella libera scelta. Il fumo uccide. Il fumo distrugge il tuo corpo, e, per la cronaca, è l’unico corpo che potremo avere. Se vuoi fare questa scelta, beh, direi che sono cazzi tuoi.

Fumare significa inalare arsenico e naftalina, entrambi usati su veleni per topi ed insetticidi. Sexy, no?

A me non sembra più tanto figo, e a voi?

Quando piove, il mio cane

Quando piove il mio cane esige di entrare in casa, pena lo sfondamento della porta.

Quando piove il mio cane sale le scale e si mette seduta nella posizione della Sfinge con le orecchie tese a guardare fisso la porta del piccolo ingresso.

Quando piove il mio cane è perennemente bagnato perchè è terrorizzato dal phon: nel solo vederlo, si gira e nasconde il muso tra l’armadio e il muro, lasciando il suo imponente e goffo corpo tutto allo scoperto, considerandosi totalmente invisibile. Contenta lei, contenti tutti.

Quando piove il mio cane potrebbe persino lasciarti morire piuttosto che togliersi dalla sua posizione centralizzata sul corridoio di supervisore delle scale.

Quando piove il mio cane è sempre allerta e ogni micromovimento che viene fatto da uno della famiglia entra nel suo radar d’azione come un ingresso di carroarmati.

Quando piove, e ora piove a dirotto, il mio cane tenta sistematicamente di ucciderci, uno alla volta o tutti insieme. L’ultimo grande temporale ci ha permesso di constatare finalmente che:

  • Il mio cane è psicotico, non è colpa di un mancato addestramento o di padroni troppo flessibili. Il cane è proprio psicotico.
  • Mia nonna non ha più il senso della realtà: mentre il cane rosicchiava il tubo del gas sotto il lavandino e il suddetto tubo faceva quindi fuoriuscire il metano per tutta la casa, nessuno si è reso conto che sarebbe bastata la scintilla di un accendino per saltare tutti in aria.

Il vero quesito però è… Perchè, tu, dolce peloso goffo cane, devi infilare la testa dentro lo sportello sotto il lavandino e rosicchiare la copertura di un tubo metallico?!

In effetti, ora che ci penso, il mio cane è pazzo anche quando non piove affatto.

Voto complessivo: 7/10

  • Non sapevo che i testi degli ABBA non fossero solo sole-cuore-amore: stellina d’onore per questo
  • La voce di Meryl Streep nella versione italiana del film non è il top e rovina la resa finale

I protagonisti del film

Di certo la trama non lascia proprio di stucco, ma è molto probabile che non sia sempre questo l’obiettivo degli sceneggiatori: Sophie, (Amanda Seyfried) la giovane figlia dell’eccentrica Donna (Meryl Streep) deve sposarsi e invita di nascosto i suoi tre presunti padri (Pierce Brosnan, Colin Firth e Stellan Skarsgård) per farsi accompagnare da uno di loro all’altare… Questo film, come in generale un musical, non deve colpire sulla trama, quanto piuttosto sull’insieme dell’adattamento di musiche, coreografie e scena. In questo caso ho trovato strabiliante e perfetta la costruzione della trama proprio sulle canzoni degli ABBA. Devo, tra l’altro, ricredermi su questo gruppo disco-pop-iconagay perchè come anticipato credevo che lo spessore dei testi si fermasse a Gimme Gimme Gimme (A Man After Midnight), che non cela proprio contenuti da poulitzer (sì, il giro di tastiera familiare che sentite è lo stesso di questo perchè sia chiaro che nessuno inventa più niente), mentre scopro perle emotive come The Winner Takes It All (testo) o Slipping Through My Fingers (testo). Ringrazio questo film, quindi, non tanto per la qualità del doppiaggio o per la trama illuminante, quanto per le belle voci mixate in un’idea teatrale di certo non banale nonostante la vastità della discografia degli svedesi in questione. Ne consiglio la visione a chi vuole farsi due risate o semplicemente a chi vuole vedere un bel musical.

Coulisse

La parola del giorno è questa. Se qualcuno di voi ha mai avuto a che fare con un odontotecnico, questa parola sarà uscita almeno una volta dalle sue labbra. Per la cronaca, io, solo oggi, l’ho sentita tredici volte da due persone diverse.

Coulisse. Si, proprio così. Coulisse a tutti.

…di solito è perchè ti stai autosabotando.

Oggi mi sentivo cattiva e vittima di tutti i soprusi del mondo.
Che palle gli ormoni, eh?
Poi sbatti la testa al muro (ogni riferimento non è puramente casuale).
Adesso mi sento e basta.

Voto complessivo: 10/10

  • Commovente e meravigliosa colonna sonora
  • Dialoghi semplici e dolcezza in ogni gesto
  • Amore a prima vista per il cane Dug e per il bambino Russel
  • 10/10 anche al cortometraggio Parzialmente nuvoloso che apre la pellicola, facendo assaporare il profumo di quello che verrà dopo

Up - Russel e Carl Fredricksen

Scrivo proprio mentre ascolto la dolcissima colonna sonora. Si toccano delle note alte, trilli leggeri, che si accompagnano perfettamente al carattare di sogno-viaggio dell’anziano protagonista, il signor Fredricksen. Stupita esattamente quanto lo sono stata all’uscita di Wall-E, continuo a chiedermi come riescano a produrre dei capolavori di tale impressione emotiva. E’ perfetto. Fa ridere. Fa commuovere. Fa rabbia e tenerezza. Vorresti avere quel cane e volare su una casa grazie a tanti, tantissimi palloncini tutti colorati. Chi non cè stato al cinema, chi non ha intenzione di vederlo in DVD, non sa davvero cosa si sta perdendo. E’ un capolavoro. Ne sono innamorata al tal punto che vorrei vederlo ancora e ancora perchè ogni volta mi commuoverei davanti alla storia di un anziano che spento, lentamente si riaccende. Forse è così dolce perchè ognuno di noi ha un sogno impossibile da realizzare mentre un ottantenne che ha più ossa artritiche che peli sulle sopracciglia, ci riesce e arriva al suo meraviglioso happy ending. Sì, forse è questo.  E’ la speranza che non sia mai troppo tardi per prendere un treno che è già passato. Lo consiglio. Lo consiglio vivamente perchè permette per 96” di tornare bambini e ridere per cose un po’ stupide apprezzando l’emozione di una storia originale. Mi sento di ringraziare, più di tutti, i due anziani sulla fila davanti alla mia che, insieme a me e Uomo, sono rimasti fino alla fine dei titoli di coda per poi chiederci con entusiasmo cosa ne pensassimo e lasciarci con un “Molto, molto carino e dolce” prima di augurarci un buon proseguimento. Sono questi i momenti in cui ringrazio l’esistenza di persone intelligenti capaci di apprezzare un film come questo senza escluderlo solo perchè sul cartellone c’è scritto Disney. Bellissimo. Punto.

Benvenuti, questa sera, alla prima puntata di Il magico mondo femminile, una rubrica pseudofissa, semiseria, parapsicologica e pseudofisica per descrivere questo meraviglioso e inesplorato mondo.
Queste creature sono più comunemente note con il nome scientifico di Femmina e Donna o con quello volgare di TetteCulo.
Abitano la Terra insieme al, forse più noto, esemplare maschile della stessa famiglia.
Nel corso di questo exploit sul mondo tutto rosa, osserveremo il comportamento di queste creature dentro e fuori il loro habitat, in contatto o meno con altre creature. Le vedremo in situazioni di panico, di gioia, di estasi e di angoscia.

In questa prima puntata presenteremo la specie Coattaes Trucidae Feminaee.

Coattaes Trucidae Feminaee - Osserviamo la tipica DuckFace

La tipica espressione DuckFace - "Baciami stupido"?

La Coattaes Tricudae Feminaee, chiamata volgarmente anche Trucida, è una specie che si muove quasi ed esclusivamente in

branchi di piccola o media grandezza, può raggiungere un picco massimo di una decina di esemplari. La Trucida si esprime nella maggior parte delle situazioni con urli e schiamazzi, indistintamente di senso compiuto ed incompiuto. La Trucida coltiva inoltre l’accattivante, per l’esemplare maschile della stessa specie, abitudine di masticare a fauci sgranate una gomma biancastra emettendo squittii di risucchio (si pensa, ad oggi, che sia una sorta di forte richiamo sessuale), che non viene dismessa neppure all’atto fisico copulativo o nella fase immediatamente precedente allo stesso. La documentazione relativa al loro accoppiamento è vasta e relativa soprattutto alle fasi adolescenziali e giovanili di questi esemplari: la nostra fonte è sostanzialmente l’esistenza di un sito (che non viene linkato per disgusto, ndBabele) che uploada i video fatti con i cellulari. La scuola, appena citata, è il centro di ritrovo per gli esemplari che già si distinguono dal resto della fauna per il loro aspetto sgargiante e che difficilmente passa inosservato. Si possono riconoscere osservando poche, semplici regole:

  • sono rarissimi gli esemplari sopra 1,60m per meno di 50kg
  • sono diffusi abiti attillati e pieni di glitter
  • nessun esemplare conserva l’originario colore dei capelli, virando, di norma osservabile, verso colori quali il viola o l’arancione e solo in alcune particolari ciocche, richiamo sessuale più blando per il maschio

  • si distinguono per asimmetrici tagli di capelli
  • ascoltano in prevalenza musica house (o aus, nel gergo della specie)
  • nelle foto di gruppo, miste ad esemplari di altre specie, sono incapaci di mantenere un assetto naturale e sfoderano l’espressione chiamata “DuckFace”

  • si ritraggono spesso dall’alto
  • non scandiscono una lingua conosciuta in una forma scritta, comunicano per abbreviazioni, acronimi e, spesso, sostituendo casualmente lettere all’interno di una o più parole

  • Youtube, è di solito un ricettario di video assemblati di foto nelle posizioni sopracitate, che incarnano il significato del vero amore (non oso immaginare Facebook, ndBabele)

Per voi, è stata documentata da due dei nostri reporter una scena che vede come protagonista un branco di Trucidae.

La scena si apre su un viale popolato a causa dell’ora di punta, all’uscita dalla metropolitana. Mentre all’interno di un bar i nostri operatori consumano un caffè, ci si trova ad osservare il reale comportamento del branco di fronte ad un leader, componenete Alfa, e allo stato di eccitazione. Il leader non tarda a venire allo scoperto: 1,50m di altezza per circa 75kg di peso corporeo arrivano in uno smanicato gilet bianco, in succinti jeans a vita bassa e capelli biondi lavati  ormai da qualche tempo.

Riconducibile ad Alfa - Aiutiamo la vostra immaginazione

Alfa: «Scè… Me stai a’ddì che te piace quer tipo?»
Indica PROPRIO uno dei nostri operatori e non tardiamo a registrare tutto anche se i nostri continuano a mostrare indifferenza per non indispettire (e peggio far fuggire) gli esemplari in osservazione.
Alfa alza la voce e sbraccia indicando fuori, il resto del branco che ha sottomesso:
«Scè… Guarda cheppoi io ce vado e me fai fa ‘e figure demmerda. Io jo vado a’ddì a quer tipo, se se, quello cor majone nero, ch”o trovi carino…»
Operatore1, nome in codice BabEle, si spazientisce in pochissimo tempo. E’ del SUO operatore che si sta parlando.
Alfa adesso fa avanti e indietro continuando ad additare Operatore2, nome in codice Uomo. Si sta innervosendo perchè ignorata e alza il volume dei suoi schiamazzi per attirarel’attenzione di alcuni passanti e rafforzare il suo ruolo di alfa in mezzo ad un branco di muti e svogliati esemplari, parcheggiati su uno scalino della vetrina del bar in questione. Operatore1 e Operatore2, finalmente, escono per dare un po’ di corda al branco di Trucidae che schiamazzano allegramente ora che Alfa si riavvicina loro. Mentre Operatore1 e Operatore2 si allontanano con passo lento per non perdersi il dettaglio (soprattutto Operatore1, nome in codice BabEle, cammina lenta…)

Alfa: «Ahòò… E’ quello allora?! Quello che sta annà via? Quello cor majone nero… E quella roscia lì vicino? Sarà ‘a ragazza sua?!»
Operatore2 decide che è il caso di smettere di riprendere.

Abbiamo imparato, allora, grazie a questa puntata pilota, non solo la maggior parte dei trucchi per conoscere e stanare un esemplare di Coattaes Trucidae Femminaee, ma anche che se ignorate, sono in grado di produrre degli schiamazzi a frequenze che daneggiano l’apparato cerebrale di qualsiasi altra creatura nelle vicinanze.

Restate sintonizzati e alla prossima puntata con la specie Popularitas Cheerlederan Feminaee.

Note a margine:

  • Scè è una forma contratta che riproduce il suono della parola Cioè con la C strascicata e deformata, usato dalle Trucidae come intercalare standard insieme alla negazione No, usata però con accezzione di stupore e meraviglia Naaaaaaaaaaaaahhhhhh.

…e adesso torni a scrivere da un pc funzionante e praticamente nuovo visto che hanno sostituito la scheda madre, allora puoi ritenerti soddisfatto di tutto i soldi che hai sborsato all’acquisto del medesimo.

Ora scriverò un po’ di tecnicismi, di modo che se Google si prende la briga di indicizzarmi e qualcuno ha il mio stesso problema, può risolverlo senza troppa fatica. Sono qui sotto, in corsivo. Saltateli se vi disgustano…

Ho un notebook Sony Vaio VGN-FZ18M acquistato nel settembre del 2007. Non si sa per quale motivo ma, nonostante il termine legale sia di due anni, la garanzia Sony ne vale solo uno. In ogni caso… Non è esattamente il mio problema. Il mio computer ha sempre fatto un po’ i stracazzi suoi surriscaldandosi a suo piacere e spegnendosi quando più lo riteneva opportuno. La colpa, signore e signori, è della scheda video (modello nVidia GeForce 8400M GT) che è evidentemente facente parte di una serie di produzione difettosa. Non mi metto a perdere tempo in questi termini ma rimando chi fosse interessato a questo link (che mi ha salvato dalla bancarotta per l’eventuale acquisto di un nuovo notebook): “Sony ammette: schede video fallate nei notebook Vaio“.

Vi narro, quindi, le mirabili gesta di un’informatica senza più il suo adorato computer tra le dita come prolungamento fisico delle stesse…

Dopo aver finalmente sostenuto un esame per cui perdere il minimo dato sarebbe stato catastrofico, decido di ripulire questo piccolo portento di elettronica. E’ l’ora della formattazione e tutto va secondo i piani anche se da qualche tempo i sintomi erano sempre più strani. Gli stracazzi del computer si moltiplicavano e non davano neanche la minima avvisaglia… Che volevo dire? Ah. La formattazione. Perdo quattro ore a backupare (santissime ore, in reltà) tutti i miei dati e faccio partire il ripristino. Crisi. Il pc inizia a spegnersi più e più volte fino ad arrivare al punto che il sistema operativo non riesce più ad avviarsi se non in modalità provvisoria. Mi balza in testa l’idea e cerco in rete scovando quell’oracolo di articolo.

Siamo a domenica, il pc si sfascia e trovo l’articolo.

Chiamo il numero Sony soltanto la settimana dopo, di lunedì. Per inciso, il numero è a tariffa interurbana, per cui dal fisso si spende come per una telefonata a casa del fidanzato che, diciamocela tutta, è sicuramente meno produttiva.

Mi risponde Antonio, gentile, palesemente toscano. Mi conferma che a naso sembrerebbe la scheda video. Non si sbilancia oltre e mi dice che comunque, anche se la garanzia è scaduta, io posso mandarlo in riparazione presso di loro perchè magari l’intervento è di quel tipo… Chissà… Fatto sta che mi dice che entro due giorni un corriere DHL dovrebbe venire a casa mia per portarmi la scatola in cui io devo imballare la creatura.

Puntuale come un orologio svizzero, due giorni dopo il corriere mi porta la scatola vuota.

Imballare il computer è veramente semplice e ci sono dentro le istruzioni. In quattro minuti era impacchettato e inscatolato.

La parte divertente arriva ora, quando devo chiamare la DHL per prenotare la presa del pacco.

Vogliono tre ore di disponibiltà continuativa per il giorno successivo… Fornisco un orario e mi assicuro che sia accettato.

Il giorno dopo aspetto.

Niente.

Richiamo. Rifisso altre tre ore di disponibilità con un po’ di stizza e il giorno dopo siamo daccapo. Aspetto.

Richiamo.

Mi incazzo. Me la prendo con Andrea, un indeciso e insicuro operatore con il quale sul finale mi scuso.

La cosa si riduce a consegnare a mano il pacco (no, non a Colchester…) alla DHL, in un sede di via Merulana, scroccando passaggi a destra e sinistra.

Il pacco lascia quindi la sua legittima proprietaria di venerdì per arrivare il martedì successivo alla sede della Sony.

Giovedì mi chiama Sharon che, con un accento vagamente americano, mi dice che il mio computer può essere riparato in garanzia perchè rientra tra i modelli difettosi. La scheda madre deve essere sostituita. Gratis.

Lunedì la DHL porta il pacco all’indirizzo di Roma (ritirato, in mia assenza, da un delle mie glabre coinquiline…).

Il pc, adesso, si accende e funziona.

BabEle 1 - Tecnologia 1, vediamo chi la spunterà, alla fine.

pacco-cassa

Il pacco - Le sorprese

Quando la garanzia scade (parte 2)……e adesso torni a scrivere da un pc funzionante e praticamente nuovo visto che hanno sostituito la scheda madre, allora puoi ritenerti soddisfatto di tutto

i soldi che hai sborsato all’acquisto del medesimo.

Ora scriverò un po’ di tecnicismi, di modo che se Google si prende la briga di indicizzarmi e qualcuno ha il mio stesso problema, può risolverlo senza troppa

fatica. Sono in corsivo. Saltateli se vi disgustano…

Ho un notebook Sony Vaio VGN-FZ18M acquistato nel settembre del 2007. Non si sa per quale motivo ma, nonostante il termine legale sia di due anni, la

garanzia Sony ne vale solo uno. In ogni caso… Non è esattamente il mio problema. Il mio computer ha sempre fatto un po’ i stracazzi suoi surriscaldandosi a

suo piacere e spegnendosi quando più lo riteneva opportuno. La colpa, signore e signori, è della scheda video (modello nVidia GeForce 8400M GT) che è

evidentemente facente parte di una serie di produzione difettosa. Non mi metto a perdere tempo in questi termini ma rimando chi fosse interessato a questo

link (che mi ha salvato dalla bancarotta per l’eventuale acquisto di un nuovo notebook): “Sony ammette: schede video fallate nei notebook Vaio”.

Vi narro, quindi, le mirabili gesta di un’informatica senza più il suo adorato computer tra le dita come prolungamento fisico delle stesse…

Dopo aver finalmente sostenuto un esame per cui perdere il minimo dato sarebbe stato catastrofico, decido di ripulire questo piccolo portento di elettronica.

E’ l’ora della formattazione e tutto va secondo i piani anche se da qualche tempo i sintomi erano strani. Gli stracazzi del computer si moltiplicavano e non

davano neanche la minima avvisaglia… Che volevo dire? Ah. La formattazione. Perdo 4 ore a backupare tutti i miei dati e faccio partire il ripristino.

Crisi. Il pc inizia a spegnersi più e più volte fino ad arrivare al punto che il sistema operativo non riesce più ad avviarsi se non in modalità provvisoria.

Mi balza in testa l’idea e cerco in rete scovando quell’oracolo di articolo.

Siamo a domenica, quando il pc si sfascia e trovo l’articolo.

Chiamo il numero Sony soltanto la settimana dopo, di lunedì.

Mi risponde Antonio, gentile, palesemente toscano. Mi conferma che a naso sembrerebbe la scheda video. Non si sbilancia oltre e mi dice che comunque, anche

se la garanzia è scaduta, io posso mandarlo in riparazione presso di loro perchè magari l’intervento è di quel tipo… Chissà…

Fatto sta che mi dice che entro due giorni un corriere DHL dovrebbe venire a casa mia per portarmi la scatola in cui io devo imballare la creatura.

Puntuale come un orologio svizzero, due giorni dopo il corriere mi porta la scatola vuota.

Imballare il computer è veramente semplice e ci sono dentro le istruzioni. In quattro minuti era impacchettato e inscatolato.

La parte divertente arriva ora, quando devo chiamare la DHL per prenotare la presa del pacco.

Vogliono tre ore di disponibiltà continuativa per il giorno successivo… Fornisco un orario e mi assicuro che sia accettato.

Il giorno dopo aspetto.

Niente.

Richiamo. Rifisso altre tre ore di disponibilità con un po’ di stizza e il giorno dopo siamo daccapo. Aspetto.

Richiamo.

Mi incazzo. Me la prendo con uno indeciso e insicuro operatore con il quale sul finale mi scuso.

La cosa si riduce a consegnare a mano il pacco (no, non a Colchester…) alla DHL, in un sede di via Merulana.

Il pacco lascia quindi la sua legittima proprietaria di venerdì per arrivare il martedì successivo alla sede della Sony.

Giovedì mi chiama Sharon che, con un accento vagamente americano, mi dice che il mio computer può essere riparato in garanzia perchè rientra tra i modelli

difettosi. La scheda madre deve essere sostituita. Gratis.

Lunedì la DHL porta il pacco all’indirizzo di Roma.

Il pc, adesso, si accende e funziona.

BabEle 1 – Tecnologia 1, vediamo chi la spunta.

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