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Insonnia

Avete presente quei periodi un po’ così, un po’ pieni di impegni, un po’ troppo pieno di impegni, di notizie, di comunicazioni, di decisioni, conseguenze e responsabilità? Di quelli che arrivi a casa e vorresti solo dormire e invece hai una lista di cose da fare appena scalfita. Di quelle che poi, fuso, la sera ti metti a letto e chiudi gli occhi e no, non dormi. Non c’è verso. Il cervello non si stacca e mentre gli occhi sono chiusi i neuroni fanno contatto. Non sei sveglio ma non stai neanche dormendo. Stress.

E oggi è arrivato questo video, inaspettatamente, molto inaspettatamente, affine ai miei … affanni … giusto per allitterare un po’.

Undici anni. Un dettaglio a caso? No. Undici anni sono gli anni spesi da Christopher Nolan per la scrittura e la realizzazione di questo progetto. Se per produrre qualcosa di qualità ci vuole tutto questo tempo, saremmo tutti ben lieti di vedere un solo film all’anno, parola mia.

Ma quello di Christopher Nolan è un nome che è anche un po’ una garanzia: pensiamo a Memento, suo primo lungometraggio di fama mondiale, che ha sfiorato il jackpot di premi…

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Un anno di scarpinate

Oggi, un anno fa accettavo gli affascinanti termini di utilizzo e iniziavo a scrivere quando più quando meno qualche pensiero. Da poco le scale abbiamo raggiunto i 5000 scalini percorsi e come per il primo traguardo, voglio vedere se è cambiato qualcosa, se la gente arriva qui ancora per gli stessi motivi.

3° posto
Ricerca: scale babele (ma allora qualcuno cerca proprio me!)
Post: About a boy (e tutti vogliono sapere le differenze tra il libro e il film…)

2° posto
Ricerca: sailor moon (ancora lei, inimitabile)
Post: Quando la garanzia scade… (Santa BabEle coi suoi santi link…)

1° posto
Ricerca: tumore fumo (…Spero che almeno possa aprire gli occhi a qualcuno…)
Post: Il fumo uccide

Mi ha sorpreo constatare anche che in moltissimi sul web ritengono che Mark Strong e Andy Garcia siano in una qualche relazione, visto l’alto numero di ricerche che hanno condotto qui. Ma più di ogni altra cosa ringrazio chi passa di qui e si ferma a leggere, a spulciare. E un grazie speciale va a chi ritorna, a chi rilegge. Grazie a voi.

BabEle

Vorrei fare come Google e cambiare un header al giorno...

Per la serie Gli opposti si attraggono abbiamo Mike (Gerard “ThisIsSparta” Butler) e Abby (Katherine Heigl): lei totalmente presa dalla carriera e ancora in attesa del mitico principe azzurro, lui burbero uomo che neanche finge di essere sensibile e si mostra subito per l’orco sciupafemmine che è. Niente di più banale del classico paradigma dei contrari, pensavo io, eppure questo film mi ha fatto ridere. Una commedia che come tale può essere definita, che quando finisce ridi ancora ripensando a due o tre scambi di battute. Certo, niente di femonela e di nuovo, ma non sempre deve essere tutto nuovo: si può anche prendere un’idea ben collaudata e scriverci sopra una sceneggiatura frizzante, veloce e divertente come in questo caso. I personaggi, peraltro, sembrano direttamente stampati sopra i due attori… Lei con quell’aria dolce ma attraente e lui con quello sguardo da rude rubacuori impertinente, conducono una battaglia di quella che è meglio nota come la guerra tra i sessi. Vince la donna con i suoi sentimentalismi, le sue congetture, le sue pippe mentali … o vince l’uomo con il suo essere fisico, pratico e più diretto? Ne La dura verità, la battaglia la vince l’amore.

A confermare l’idea che questa possa essere una commedia divertente e ben congeniata c’è la filmografia di Robert Luketic, il regista, che mi aveva già divertito moltissimo con Quel mostro di suocera e colpito in modo positivissimo con 21… Quasi una garanzia!

Da vedere, magari con il fidanzato/a, per passare due ore a dire o a sentirsi dire “Anche tu fai/dici/pensi così!“.

  • Keanu, te lo chiedo con il cuore in mano, ogni tanto, cambia espressione, ti prego.

Ma a parte Keanu, che poi, in fondo, ormai è diventato un clichè il fatto che ha un registro di tre espressioni, la storia si lascia guardare senza infamia e senza lode. Lei è Kate (Sandra Bullock), giovane donna che trasloca a Chicago e lascia questa bellissima (vorrei averla io, maledizione) casa costruita su un lago. Lui è Alex, architetto figlio di architetto, fratello di architetto, un po’ frustrato dal non poter liberamente esprimere il suo talento, che lascia Chicago e si trasferisce, per staccare la spina, su questa bellissima casa sul lago. La casa è la stessa eppure i loro presenti sono differenti, Alex e Kate comunicano attraverso la cassetta delle lettere che fa da finestra tra il 2006 (lei) e il 2004 (lui).

Una storia d’amore degna di un romanzo alla Nicholas Sparks, che sfrutta un’idea con del potenziale creando una pellicola tutto sommato piacevole da cui però non ci si deve aspettare niente di più che una storia d’amore degna di un romanzo alla Nicholas Sparks. Remake di Mare, film coreano che già si preoccupava di mostrare che l’amore supera ogni ostacolo, persino la barriera del tempo, ha sicuramente avuto più successo dell’originale, un po’ troppo di stampo asiatico per sfondare in occidente. Perdibile, ma se capita in televisione, può valere la pena di non cambiare canale.

  • Uffff! Il titolo originale è I love you Philip Morris, perché cambiarlo così?!

Censura, censura e ancora censura sono le parole chiave per guardare a questo film. Se lasciamo da parte il fatto che è una produzione minore, che non è proprio la trama più riuscita del mondo e che il risultato è un film appena soddisfacente dove per la maggior parte del tempo non succede niente, allora la chiave è la censura. A partire dal titolo reso del tutto implicito, sono tagliate tutte le scene in cui si intuisce anche solo vagamente un atto sessuale omosessuale e sin dal trailer quello che dovrebbe emergere è l’aspetto commedia del fatto che Jim Carey fa… Jim Carey (mi ha ricordato molto Dick e Jane che invece consiglio molto ndB). Anche nel manifesto Philip Morris (Ewan McGregor, bravissimo come sempre) è piccolissimo, in disparte come se lui nel film fosse a malapena una specie di comparsa.

Ma se anche escludessimo questo lavoretto di taglia e cuci, del film cosa resterebbe? Niente. Nonostante si comprenda pienamente che la produzione è a basso costo, la critica alla società è scontata e non offre più di uno spunto di riflessione. C’è anche da dire che il film, escluse tre battute e due gag (che peraltro sono le stesse che compongono il trailer) non fa ridere…

Alla fine dei conti diciamo che lo consiglio solo a chi vanta tutta la filmografia dei protagonisti; per gli altri è del tutto trascurabile, parola di BabEle.

Toccare con mani il veleno per topi

Sinceramente io te lo sconsiglierei. Ti sconsiglierei anche di toccare poi qualsiasi altra cosa con le dita, mouse e tastiera per esempio.