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Archive for novembre 2009

Coulisse

La parola del giorno è questa. Se qualcuno di voi ha mai avuto a che fare con un odontotecnico, questa parola sarà uscita almeno una volta dalle sue labbra. Per la cronaca, io, solo oggi, l’ho sentita tredici volte da due persone diverse.

Coulisse. Si, proprio così. Coulisse a tutti.

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…di solito è perchè ti stai autosabotando.

Oggi mi sentivo cattiva e vittima di tutti i soprusi del mondo.
Che palle gli ormoni, eh?
Poi sbatti la testa al muro (ogni riferimento non è puramente casuale).
Adesso mi sento e basta.

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  • Commovente e meravigliosa colonna sonora
  • Dialoghi semplici e dolcezza in ogni gesto
  • Amore a prima vista per il cane Dug e per il bambino Russel
  • 10/10 anche al cortometraggio Parzialmente nuvoloso che apre la pellicola, facendo assaporare il profumo di quello che verrà dopo

Up - Russel e Carl Fredricksen

Scrivo proprio mentre ascolto la dolcissima colonna sonora. Si toccano delle note alte, trilli leggeri, che si accompagnano perfettamente al carattare di sogno-viaggio dell’anziano protagonista, il signor Fredricksen. Stupita esattamente quanto lo sono stata all’uscita di Wall-E, continuo a chiedermi come riescano a produrre dei capolavori di tale impressione emotiva. E’ perfetto. Fa ridere. Fa commuovere. Fa rabbia e tenerezza. Vorresti avere quel cane e volare su una casa grazie a tanti, tantissimi palloncini tutti colorati. Chi non cè stato al cinema, chi non ha intenzione di vederlo in DVD, non sa davvero cosa si sta perdendo. E’ un capolavoro. Ne sono innamorata al tal punto che vorrei vederlo ancora e ancora perchè ogni volta mi commuoverei davanti alla storia di un anziano che spento, lentamente si riaccende. Forse è così dolce perchè ognuno di noi ha un sogno impossibile da realizzare mentre un ottantenne che ha più ossa artritiche che peli sulle sopracciglia, ci riesce e arriva al suo meraviglioso happy ending. Sì, forse è questo.  E’ la speranza che non sia mai troppo tardi per prendere un treno che è già passato. Lo consiglio. Lo consiglio vivamente perchè permette per 96” di tornare bambini e ridere per cose un po’ stupide apprezzando l’emozione di una storia originale. Mi sento di ringraziare, più di tutti, i due anziani sulla fila davanti alla mia che, insieme a me e Uomo, sono rimasti fino alla fine dei titoli di coda per poi chiederci con entusiasmo cosa ne pensassimo e lasciarci con un “Molto, molto carino e dolce” prima di augurarci un buon proseguimento. Sono questi i momenti in cui ringrazio l’esistenza di persone intelligenti capaci di apprezzare un film come questo senza escluderlo solo perchè sul cartellone c’è scritto Disney. Bellissimo. Punto.

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Benvenuti, questa sera, alla prima puntata di Il magico mondo femminile, una rubrica pseudofissa, semiseria, parapsicologica e pseudofisica per descrivere questo meraviglioso e inesplorato mondo.
Queste creature sono più comunemente note con il nome scientifico di Femmina e Donna o con quello volgare di TetteCulo.
Abitano la Terra insieme al, forse più noto, esemplare maschile della stessa famiglia.
Nel corso di questo exploit sul mondo tutto rosa, osserveremo il comportamento di queste creature dentro e fuori il loro habitat, in contatto o meno con altre creature. Le vedremo in situazioni di panico, di gioia, di estasi e di angoscia.

In questa prima puntata presenteremo la specie Coattaes Trucidae Feminaee.

Coattaes Trucidae Feminaee - Osserviamo la tipica DuckFace

La tipica espressione DuckFace - "Baciami stupido"?

La Coattaes Tricudae Feminaee, chiamata volgarmente anche Trucida, è una specie che si muove quasi ed esclusivamente in

branchi di piccola o media grandezza, può raggiungere un picco massimo di una decina di esemplari. La Trucida si esprime nella maggior parte delle situazioni con urli e schiamazzi, indistintamente di senso compiuto ed incompiuto. La Trucida coltiva inoltre l’accattivante, per l’esemplare maschile della stessa specie, abitudine di masticare a fauci sgranate una gomma biancastra emettendo squittii di risucchio (si pensa, ad oggi, che sia una sorta di forte richiamo sessuale), che non viene dismessa neppure all’atto fisico copulativo o nella fase immediatamente precedente allo stesso. La documentazione relativa al loro accoppiamento è vasta e relativa soprattutto alle fasi adolescenziali e giovanili di questi esemplari: la nostra fonte è sostanzialmente l’esistenza di un sito (che non viene linkato per disgusto, ndBabele) che uploada i video fatti con i cellulari. La scuola, appena citata, è il centro di ritrovo per gli esemplari che già si distinguono dal resto della fauna per il loro aspetto sgargiante e che difficilmente passa inosservato. Si possono riconoscere osservando poche, semplici regole:

  • sono rarissimi gli esemplari sopra 1,60m per meno di 50kg
  • sono diffusi abiti attillati e pieni di glitter
  • nessun esemplare conserva l’originario colore dei capelli, virando, di norma osservabile, verso colori quali il viola o l’arancione e solo in alcune particolari ciocche, richiamo sessuale più blando per il maschio

  • si distinguono per asimmetrici tagli di capelli
  • ascoltano in prevalenza musica house (o aus, nel gergo della specie)
  • nelle foto di gruppo, miste ad esemplari di altre specie, sono incapaci di mantenere un assetto naturale e sfoderano l’espressione chiamata “DuckFace”

  • si ritraggono spesso dall’alto
  • non scandiscono una lingua conosciuta in una forma scritta, comunicano per abbreviazioni, acronimi e, spesso, sostituendo casualmente lettere all’interno di una o più parole

  • Youtube, è di solito un ricettario di video assemblati di foto nelle posizioni sopracitate, che incarnano il significato del vero amore (non oso immaginare Facebook, ndBabele)

Per voi, è stata documentata da due dei nostri reporter una scena che vede come protagonista un branco di Trucidae.

La scena si apre su un viale popolato a causa dell’ora di punta, all’uscita dalla metropolitana. Mentre all’interno di un bar i nostri operatori consumano un caffè, ci si trova ad osservare il reale comportamento del branco di fronte ad un leader, componenete Alfa, e allo stato di eccitazione. Il leader non tarda a venire allo scoperto: 1,50m di altezza per circa 75kg di peso corporeo arrivano in uno smanicato gilet bianco, in succinti jeans a vita bassa e capelli biondi lavati  ormai da qualche tempo.

Riconducibile ad Alfa - Aiutiamo la vostra immaginazione

Alfa: «Scè… Me stai a’ddì che te piace quer tipo?»
Indica PROPRIO uno dei nostri operatori e non tardiamo a registrare tutto anche se i nostri continuano a mostrare indifferenza per non indispettire (e peggio far fuggire) gli esemplari in osservazione.
Alfa alza la voce e sbraccia indicando fuori, il resto del branco che ha sottomesso:
«Scè… Guarda cheppoi io ce vado e me fai fa ‘e figure demmerda. Io jo vado a’ddì a quer tipo, se se, quello cor majone nero, ch”o trovi carino…»
Operatore1, nome in codice BabEle, si spazientisce in pochissimo tempo. E’ del SUO operatore che si sta parlando.
Alfa adesso fa avanti e indietro continuando ad additare Operatore2, nome in codice Uomo. Si sta innervosendo perchè ignorata e alza il volume dei suoi schiamazzi per attirarel’attenzione di alcuni passanti e rafforzare il suo ruolo di alfa in mezzo ad un branco di muti e svogliati esemplari, parcheggiati su uno scalino della vetrina del bar in questione. Operatore1 e Operatore2, finalmente, escono per dare un po’ di corda al branco di Trucidae che schiamazzano allegramente ora che Alfa si riavvicina loro. Mentre Operatore1 e Operatore2 si allontanano con passo lento per non perdersi il dettaglio (soprattutto Operatore1, nome in codice BabEle, cammina lenta…)

Alfa: «Ahòò… E’ quello allora?! Quello che sta annà via? Quello cor majone nero… E quella roscia lì vicino? Sarà ‘a ragazza sua?!»
Operatore2 decide che è il caso di smettere di riprendere.

Abbiamo imparato, allora, grazie a questa puntata pilota, non solo la maggior parte dei trucchi per conoscere e stanare un esemplare di Coattaes Trucidae Femminaee, ma anche che se ignorate, sono in grado di produrre degli schiamazzi a frequenze che daneggiano l’apparato cerebrale di qualsiasi altra creatura nelle vicinanze.

Restate sintonizzati e alla prossima puntata con la specie Popularitas Cheerlederan Feminaee.

Note a margine:

  • Scè è una forma contratta che riproduce il suono della parola Cioè con la C strascicata e deformata, usato dalle Trucidae come intercalare standard insieme alla negazione No, usata però con accezzione di stupore e meraviglia Naaaaaaaaaaaaahhhhhh.

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…e adesso torni a scrivere da un pc funzionante e praticamente nuovo visto che hanno sostituito la scheda madre, allora puoi ritenerti soddisfatto di tutto i soldi che hai sborsato all’acquisto del medesimo.

Ora scriverò un po’ di tecnicismi, di modo che se Google si prende la briga di indicizzarmi e qualcuno ha il mio stesso problema, può risolverlo senza troppa fatica. Sono qui sotto, in corsivo. Saltateli se vi disgustano…

Ho un notebook Sony Vaio VGN-FZ18M acquistato nel settembre del 2007. Non si sa per quale motivo ma, nonostante il termine legale sia di due anni, la garanzia Sony ne vale solo uno. In ogni caso… Non è esattamente il mio problema. Il mio computer ha sempre fatto un po’ i stracazzi suoi surriscaldandosi a suo piacere e spegnendosi quando più lo riteneva opportuno. La colpa, signore e signori, è della scheda video (modello nVidia GeForce 8400M GT) che è evidentemente facente parte di una serie di produzione difettosa. Non mi metto a perdere tempo in questi termini ma rimando chi fosse interessato a questo link (che mi ha salvato dalla bancarotta per l’eventuale acquisto di un nuovo notebook): “Sony ammette: schede video fallate nei notebook Vaio“.

Vi narro, quindi, le mirabili gesta di un’informatica senza più il suo adorato computer tra le dita come prolungamento fisico delle stesse…

Dopo aver finalmente sostenuto un esame per cui perdere il minimo dato sarebbe stato catastrofico, decido di ripulire questo piccolo portento di elettronica. E’ l’ora della formattazione e tutto va secondo i piani anche se da qualche tempo i sintomi erano sempre più strani. Gli stracazzi del computer si moltiplicavano e non davano neanche la minima avvisaglia… Che volevo dire? Ah. La formattazione. Perdo quattro ore a backupare (santissime ore, in reltà) tutti i miei dati e faccio partire il ripristino. Crisi. Il pc inizia a spegnersi più e più volte fino ad arrivare al punto che il sistema operativo non riesce più ad avviarsi se non in modalità provvisoria. Mi balza in testa l’idea e cerco in rete scovando quell’oracolo di articolo.

Siamo a domenica, il pc si sfascia e trovo l’articolo.

Chiamo il numero Sony soltanto la settimana dopo, di lunedì. Per inciso, il numero è a tariffa interurbana, per cui dal fisso si spende come per una telefonata a casa del fidanzato che, diciamocela tutta, è sicuramente meno produttiva.

Mi risponde Antonio, gentile, palesemente toscano. Mi conferma che a naso sembrerebbe la scheda video. Non si sbilancia oltre e mi dice che comunque, anche se la garanzia è scaduta, io posso mandarlo in riparazione presso di loro perchè magari l’intervento è di quel tipo… Chissà… Fatto sta che mi dice che entro due giorni un corriere DHL dovrebbe venire a casa mia per portarmi la scatola in cui io devo imballare la creatura.

Puntuale come un orologio svizzero, due giorni dopo il corriere mi porta la scatola vuota.

Imballare il computer è veramente semplice e ci sono dentro le istruzioni. In quattro minuti era impacchettato e inscatolato.

La parte divertente arriva ora, quando devo chiamare la DHL per prenotare la presa del pacco.

Vogliono tre ore di disponibiltà continuativa per il giorno successivo… Fornisco un orario e mi assicuro che sia accettato.

Il giorno dopo aspetto.

Niente.

Richiamo. Rifisso altre tre ore di disponibilità con un po’ di stizza e il giorno dopo siamo daccapo. Aspetto.

Richiamo.

Mi incazzo. Me la prendo con Andrea, un indeciso e insicuro operatore con il quale sul finale mi scuso.

La cosa si riduce a consegnare a mano il pacco (no, non a Colchester…) alla DHL, in un sede di via Merulana, scroccando passaggi a destra e sinistra.

Il pacco lascia quindi la sua legittima proprietaria di venerdì per arrivare il martedì successivo alla sede della Sony.

Giovedì mi chiama Sharon che, con un accento vagamente americano, mi dice che il mio computer può essere riparato in garanzia perchè rientra tra i modelli difettosi. La scheda madre deve essere sostituita. Gratis.

Lunedì la DHL porta il pacco all’indirizzo di Roma (ritirato, in mia assenza, da un delle mie glabre coinquiline…).

Il pc, adesso, si accende e funziona.

BabEle 1 – Tecnologia 1, vediamo chi la spunterà, alla fine.

pacco-cassa

Il pacco - Le sorprese

Quando la garanzia scade (parte 2)……e adesso torni a scrivere da un pc funzionante e praticamente nuovo visto che hanno sostituito la scheda madre, allora puoi ritenerti soddisfatto di tutto

i soldi che hai sborsato all’acquisto del medesimo.

Ora scriverò un po’ di tecnicismi, di modo che se Google si prende la briga di indicizzarmi e qualcuno ha il mio stesso problema, può risolverlo senza troppa

fatica. Sono in corsivo. Saltateli se vi disgustano…

Ho un notebook Sony Vaio VGN-FZ18M acquistato nel settembre del 2007. Non si sa per quale motivo ma, nonostante il termine legale sia di due anni, la

garanzia Sony ne vale solo uno. In ogni caso… Non è esattamente il mio problema. Il mio computer ha sempre fatto un po’ i stracazzi suoi surriscaldandosi a

suo piacere e spegnendosi quando più lo riteneva opportuno. La colpa, signore e signori, è della scheda video (modello nVidia GeForce 8400M GT) che è

evidentemente facente parte di una serie di produzione difettosa. Non mi metto a perdere tempo in questi termini ma rimando chi fosse interessato a questo

link (che mi ha salvato dalla bancarotta per l’eventuale acquisto di un nuovo notebook): “Sony ammette: schede video fallate nei notebook Vaio”.

Vi narro, quindi, le mirabili gesta di un’informatica senza più il suo adorato computer tra le dita come prolungamento fisico delle stesse…

Dopo aver finalmente sostenuto un esame per cui perdere il minimo dato sarebbe stato catastrofico, decido di ripulire questo piccolo portento di elettronica.

E’ l’ora della formattazione e tutto va secondo i piani anche se da qualche tempo i sintomi erano strani. Gli stracazzi del computer si moltiplicavano e non

davano neanche la minima avvisaglia… Che volevo dire? Ah. La formattazione. Perdo 4 ore a backupare tutti i miei dati e faccio partire il ripristino.

Crisi. Il pc inizia a spegnersi più e più volte fino ad arrivare al punto che il sistema operativo non riesce più ad avviarsi se non in modalità provvisoria.

Mi balza in testa l’idea e cerco in rete scovando quell’oracolo di articolo.

Siamo a domenica, quando il pc si sfascia e trovo l’articolo.

Chiamo il numero Sony soltanto la settimana dopo, di lunedì.

Mi risponde Antonio, gentile, palesemente toscano. Mi conferma che a naso sembrerebbe la scheda video. Non si sbilancia oltre e mi dice che comunque, anche

se la garanzia è scaduta, io posso mandarlo in riparazione presso di loro perchè magari l’intervento è di quel tipo… Chissà…

Fatto sta che mi dice che entro due giorni un corriere DHL dovrebbe venire a casa mia per portarmi la scatola in cui io devo imballare la creatura.

Puntuale come un orologio svizzero, due giorni dopo il corriere mi porta la scatola vuota.

Imballare il computer è veramente semplice e ci sono dentro le istruzioni. In quattro minuti era impacchettato e inscatolato.

La parte divertente arriva ora, quando devo chiamare la DHL per prenotare la presa del pacco.

Vogliono tre ore di disponibiltà continuativa per il giorno successivo… Fornisco un orario e mi assicuro che sia accettato.

Il giorno dopo aspetto.

Niente.

Richiamo. Rifisso altre tre ore di disponibilità con un po’ di stizza e il giorno dopo siamo daccapo. Aspetto.

Richiamo.

Mi incazzo. Me la prendo con uno indeciso e insicuro operatore con il quale sul finale mi scuso.

La cosa si riduce a consegnare a mano il pacco (no, non a Colchester…) alla DHL, in un sede di via Merulana.

Il pacco lascia quindi la sua legittima proprietaria di venerdì per arrivare il martedì successivo alla sede della Sony.

Giovedì mi chiama Sharon che, con un accento vagamente americano, mi dice che il mio computer può essere riparato in garanzia perchè rientra tra i modelli

difettosi. La scheda madre deve essere sostituita. Gratis.

Lunedì la DHL porta il pacco all’indirizzo di Roma.

Il pc, adesso, si accende e funziona.

BabEle 1 – Tecnologia 1, vediamo chi la spunta.

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La mancanza del computer (che per ironia della sorte è a Roma, sopra il mio letto, mentre io sono in Umbria a smaltire l’influenza nella casa genitrice) ha causato uno strano ritorno all’infanzia. Si tratta, siore e siori, niente popò di meno che di Sailor Moon! Inizio qualche giorno fa da Youtube e ora, praticamente, è una droga: non riesco più a staccarmi.

sailor-moon

Sailor Moon - Io da piccola ero sempre il cattivo

Non è tanto la trama.
Non sono tanto i personaggi.
E non sono nemmeno i colori luccicanti delle trasformazioni.
No, no, non è neanche il solito clichè giapponese per cui se ti cambi di vestito ma non modifichi nè trucco nè pettinatura nessuno ti riconosce…
Che cos’è?!
Ci ho pensato per giorni e giorni al perchè vederne una mi provoca questo senso di assuefazione e…

Quando mi è suonato il campanello in testa è stato tutto più che chiaro: ripetitività e monotonia. La mancanza TOTALE di colpi di scena nel 95% delle puntate (tralasciando il fatto che se non sei sordo-cieco-muto-anosmicoevvai col parolone del giorno! – dalla sigla ti è chiara la trama fino alla 117esima stagione) fa sì che gli episodi si susseguano senza il coinvolgimento di alcun processo cognitivo eccessivamente dispendisioso.
Perdi una battuta? Sticazzi. Mediamente è “Sono una combattente che veste alla marinara” o una frase contenente la parola luna, inserita in un contesto pseudocasuale: nomi di gatti, oggetti contundenti volanti…
Ti sei girato e hai perso parte dell’introduzione? Sticazzi. Mediamente è un banale pretesto per una scarsa morale, sfruttato dai cattivi per succhiare l’energia degli umani: in questo caso parliamo di diete (siamo belli così come siamo), veggenti (il futuro è un’incognita), il tutto condito  da frasi inflazionatissime del nemico, “Che sciocchi questi umani”, seguite da un vago accenno di risata malefica.

Eppure, quasi non ci credevo ma…
Solo ed Esclusivamente grazie alle musiche è possibile capire a che pezzo di puntata stiamo. Essendo costruite nel metodo più classico, introduzione (bunny va a scuola) – premessa al nucleo (bunny viene a conoscenza di un nuovo negozio/attività/cosa che ha successo in città) – nucleo (bunny viene prima colta in castagna e poi bastonata dal nemico di turno) – conclusione (bunny sgomenta il nemico), viene reso ancora più semplice il riconoscimento delle fasi dalla colonna sonora, in modo che il pubblico continui a sentire familiairtà con quello che sta guardando. Se capita cercate una puntata, soprattutto della prima stagione, e scanditela: quando arriva Milord (occhi a cuore per tutti…) parte la sviolinata, quando lei si trasforma ha la musichina personalizzata, quando sta a scuola c’è quella musica trapana neuroni che sembra sia prodotta da una tastiera sintetizzatissima e via dicendo…

E…

Luna: «Forza! Questo è il momento del cristallo di Luna!»
Sailor Moon: «Ma potrei fare del male ai ragazzi…»
Luna: «Allora dovrai dire cirstallo di Luna e polvere di stelle…»
Sailor Moon: «E va bene!»

[da Sailor Moon 1×07 – Profumo di Trappola]

Ma come “Allora devi blabla”? ALLORA?? Luna, cara piccola micetta, in mezzo a quei bambini c’è il piccolo, ignaro e burattinato fratellino di Sailor Moon… Non sei forse alla ricerca della paladina che sarà in grado di salvare gli umani dal Nemico? Gli umani innocenti? E quei ragazzini, non sono forse degli umani innocenti? Bah… Sei senza cuore!

E c’è un’ultima cosa che vorrei aggiungere prima di terminare l’ultimo dei miei tanti sproloqui giornalieri…
Guardare dopo tanto tempo questo cartone oggi e sentire come primo impulso quello di sminuzzarlo per scandirlo razionalmente, un po’ uccide la mia bambina interiore e che me  lo ha fatto cercare. Per premiarla, penso proprio che finirò di guardarmi qualche altra stagione…
E’ ancora un po’ troppo presto per far vincere il cinismo.

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  • Bellissima colonna sonora
  • Buoni spunti di riflessione
Nel-Paese-delle-Creature-Selvagge-480x678

Nel paese delle creature selvagge

Il bambino, in fondo, è un incompreso (o che più probabilmente si sente tale perchè un po’ troppo viziato dal suo contesto familiare) che per un piccolo screzio con la sua mamma scappa con un pigiamino da lupo e approda in un’isola abitata da peluche giganti con voci strane e denti aguzzi: prima vogliono mangiarlo e poi lo eleggono loro re. Non so se porterei un bambino al cinema a vederlo. Frutto della creatività e dell’immaginazione distorta di un bambino con tendenze violento-depressive, è un mondo surreale popolato da tutti i lati del bambino, amici immaginari. L’avventura sull’isola lo matura in modo naturale lasciando in sospeso cosa ne sarà di lui una volta tornato a casa. Avrà imparato la lezione? Sarà ancora un bambino soggetto a squilibri sociopatici?

Alcune immagini, inteso proprio come istantanee, fotogrammi, le ho trovate meravigliose e commoventi. Lo consiglio a chi vuole passare 90 minuti con una storia piacevole aldilà dell’empatia con i personaggi.

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