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Archive for gennaio 2010

La mia coinquilina, altrimenti nota come LaQuarantenneCompagnaDiStanza, ha un sacco di peculiarità che la rendono detestabile.

  • Puzza. Emana, verso sera, uno sgradevole odore dovuto, con ogni probabilità, al fatto che non si lava quanto sarebbe richiesto. L’odore però non è di piedi o di cattivo, è decisamente odore di stantio, di abbandonato.
  • Non pulisce. Vedi sopra, questo è una diretta conseguenza del fatto che non si lava. Le tipiche pulizie a turni che sono d’uopo (come sono colta!) in questi casi, vengono meno nel momento in cui le pulizie vengono svolte soltanto da due persone su tre.
  • Non esce mai. Lavora dalle otto di mattina alle dieci di sera in un ufficio. Che c’è di male direte voi? Niente. A meno che non arrivi a casa iniziando a lamentarsi di quanta fatica ha fatto a mandare quindici mail. Oppure inizi a parlare delle sue “amicizie” occupate in viaggi strabilianti in giro per il mondo che le hanno portato questo o quello.
  • Non fa lavatrici. Il che spiega l’odore suo e dei suoi vestiti.
  • Compra miriadi di vestiti che poi non mette (vedi i precedenti punti). Su questo non posso certo permettermi di sindacare, sono soldi ed energie sue. Non fino al momento in cui, però, io vedo la mia parte di armadio sommersa da camicetta da suora piene di volant e che odorano di cavoletti di bruxelles. Non influirebbe sul mio tempo e sul mio umore neanche se non me li mostrasse uno per uno mentre li estrae da buste, valigie e borsette.
  • Russa. E non con un ritmo regolare in modo da farmi abituare al suono permettendomi di seguirlo per addormentarmi, no. Cambia intensità ogni volta e alla mia frustata richiesta di girarsi dall’altra parte che non riesco a dormire risponde “…Ma io non mi sento russare…“.
  • Guarda (con divertimento) Don Matteo, Carabinieri, Capri e non so che altro. Costringendomi, non solo a togliere la musica, ma anche e soprattutto ad ascoltare i dialoghi scritti da un babbuino lobotomizzato e dovermi sentire le sue grasse risate con continui “Ahah! Hai sentito? Ahah!“. Qualche sera fa è toccato a I raccomandati, in onda su Rai1. Perchè non vado in camera? Perchè lei va a letto prestissimo e non posso fare il minimo rumore altrimenti non dorme.
  • Non sa cucinare. E cucina una sola pietanza. Anche questo non influirebbe con me se non fosse per il suo concomitante essere pedante e pesante. A fine post riporterò un prototipo di dialogo tra me e lei, quando l’ora di cena si arriva.
  • Il suo scompartimento nel frigo è sempre stracolmo di cose che non mangia e che tipicamente emettono uno sgradevolissimo odore di marcio e che inevitabilmente deve buttare.
  • Stamattina mi ha terrorizzato. Pensando di essere sola per la notte perchè nel week-end (grazie al cielo) se ne va dai suoi genitori (probabilmente a lavare sè stessa e i suoi vestiti), quando stamattina nel dormiveglia ho sentito dei rumori in camera e ho intravisto un’ombra che si aggirava a rallenty sulle scrivanie mi è quasi partito un pezzo di cuore.

Che altro? Me ne vengono in mente così tante, in parte anche dovute alla mia intolleranza cronica verso chi non ha fatto niente della sua vita se non lasciarla scorrere via.

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Ore 20.30, BabEle sta studiando/giocando/telefonando. LaQuarantenneCompagnaDiStanza (d’ora in poi SignoraQ) rientra e saluta.

BabEle: «Ciao……»
SignoraQ: «Ciao! Sono andata in alcuni negozi oggi. Ho presto questo. Questo. Questo. Questo. Questo.»
BabEle: «Mhmh»
SignoraQ: «Sai dov’è il telefono?»
BabEle: «Lo sto usando. Sono al telefono.»
SignoraQ: «Ok. Allora io cucino. Faccio piattodicuiognivoltarimuovolacomposizione, tu hai fame?»
BabEle: «…Sono al telefono. Comunque ho la cena già pronta. Grazie lo stesso.»
SignoraQ: «Ok.»
Poco dopo SignoraQ se ne va lasciando BabEle sola a fare la sua telefonata. Cinque minuti dopo.
SignoraQ: «Allora la metto giù anche per te la pasta?»
BabEle: «…………No, grazie.»
SignoraQ: «Sicura eh?»
BabEle: «Sono al telefono. Grazie lo stesso, comunque.»
SignoraQ se ne va di nuovo lasciando BabEle a chiudere bruscamente telefonata quando lei di nuovo apre la porta e dice: «Ne ho messa un po’ di più così se la vuoi…»
BabEle: «Io non mangio ancora. E ho già la cena pronta. Grazie lo stesso. Di nuovo.»
SignoraQ torna in cucina e la camera si riempie di uno sgradevole odore di verdura cotta e bruciata. Circa mezz’ora dopo, BabEle si alza e va in cucina a tirare fuori da forno/frigo/freezer la cena per farsela.
SignoraQ: «L’ho fatta. Te la riscaldo?»
BabEle si spazientisce un tantino: «Grazie SignoraQ, di nuovo. Ma non mi va, sul serio. La sera non posso mangiare la pasta.»
SignoraQ: «Ma te l’aveva messa giù… Vabbè ne mangerò io.»
BabEle: «Io l’avevo detto…»
SignoraQ indica una strana salsa in scatoletta, apparentemente RioMare, apparentemente Spuntì: «Vuoi assaggiare questo qui allora?»
BabEle: «No. Grazie. Sul serio. Sono a posto.»
SignoraQ: «Dai questa pasta te la lascio.»

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Cercando su Google Image qualcosa di adatto da mettere qui ho trovato i peggio accrocchi glitterati con micetti, topolini, cagnolini e bimbi vestiti da insetto. Ho, quindi, deciso che non metterò nessun fronzolo. Solo alcuni ringraziamenti.

Ringrazio, ovviamente gli assidui visitatori e i più o meno assidui commentatori. Ringrazio gli scalatori. Ringrazio TUTTI coloro che sono capitati qui cercando la chiave Sailor Moon in ogni sua variante (Saylor Moon, Seilor Moon). Ringrazio tutti quelli che hanno cliccato le immagini nel post antifumo e che probabilmente hanno avuto modo di riflettere. Ringrazio tutti quelli (che forse dovrebbero ringraziare me) che hanno problemi con il loro Vaio e trovano in uno dei miei articoli il link che li salva dalla rovina. Ringrazio, soprattutto, chi mi dice che questo è un blog divertente.

In pole position:
Bronzo
Chiave di ricerca: Miriadi di varianti sul tema del fumo e tumori.
Post: Quando la garanzia scade… (parte 2)

Argento
Chiave di ricerca: Mamma mia
Post: Che sciocchi questi umani…

And the winner are…
Chiave di ricerca: Sailor moon
Post: Il fumo uccide

Grazie a tutti.
BabEle

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Per la serie MarvelMonAmour, dopo la sequenza degli X-Men è toccato ad Iron Man. Non è che coi nomi si sbirrazziscono troppo, eh?

  • Adoro i supereroi che non hanno poteri. E’ facile essere Superman quando sei indistruttibile.
  • Ho un debole per Robert Downey Jr. dai tempi di Ally McBeal.
  • Molto, molto, molto scenico.

Il coattissimo casco.

Niente di nuovo. Guerra. Botte, tante botte. Battute acidissime. Ma c’è qualcosa, forse la firma, che rende questi film più che guardabili e basta. Sono divertenti, ma nel senso originario del termine latino: hanno lo scopo di alleviare la realtà distraendo. Siamo ai giorni nostri e Tony Stark, figlio del più grande magnate dell’industria bellica, dispone di un cervello che gli ha permesso una laurea al MIT in età giovanissimo. Perennemente seguito da Pepper, la sua biondissima assistente, e da Jarvis il bionico maggiordomo, questo Peter Pan tecnologico, è costretto ad affrontare situazioni di pericolo estremo per uscirne da vero eroe salvatore. Mi è piaciuto molto perchè fondamentalmente di John Stark  sapevo solo che era ricco, affascinante e intelligente. Non conoscevo trame e sottotrame, quindi era come guardare una novità assoluta da cui ti lasci prendere del tutto. E mi ha davvero divertito. E’ perfetto per passare due ore a fare “Oh! Che idea figa!” oppure “AHAHA! Cattivissima lei!“.

La battuta

Agente Phil Coulson: Non sono un giornalista, agente Phil Coulson dello S.H.I.E.L.D. “Strategic Hazard Intervention, Espionage and Logistics Directorate”.
Pepper Potts: Certo che riempie la bocca.
Agente Phil Coulson: Lo so, vorremmo abbreviarlo.

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La copertina - Ed. Tea

La quarta di copertina: Will Freeman è un londinese trentaseienne, ma con molte caratteristiche e interessi da “ragazzo”, il quale vive di una rendita lasciatagli dal padre. Frequenta riunioni di genitori single allo scopo di conoscere giovani mamme sole e piacenti; l’ideale è se è separata, meglio se abbandonata, con figli e con molti altri problemi, cioè: ognuno a casa sua e zero complicazioni. Al varco lo aspettano due belle sorprese: 1. Fiona, troppo hippy, troppo vegetariana, troppo fissata con Bob Marley, e soprattutto 2. Il figlio di Fiona, Marcus, 12 anni, che non sa nulla di calcio, ai Nirvana preferisce Joni Mitchell e ha un disperato bisogno di qualcuno che gli dia le istruzioni per l’uso del mondo…

Un libro che si legge in un minuto. Avevo letto su un commento sulla quarta che alla fine di questo libro, avrei avuto la sensazione di aver letto qualcosa su una vera storia moderna. Alla fine credo che questo libro parli d’amore. Mascherato da amore “romantico”, l’amore a cui io mi riferisco è quello per se stessi: la riscoperta di una dimensione personale attraverso la collisione con il mondo esterno, dal quale, di solito, ci si è sempre riparati. Mi sono chiesta diverse volte in questi due giorni chi fosse il Ragazzo nel titolo. Will, trentaseienne eterno bambino, pronto a mentire soprattutto a se stesso per giustificare il fatto di essere una persona normale? Marcus, adolescente già vecchio, che si ritrova a dover gestire la sua infanzia come un problema? Questo libro è una perlina da tenere in libreria…

Da questo romanzo di Nick Hornby del 1998, viene tratto il film, nel 2002, Un ragazzo, diretto da Paul e Chris Weitz.

  • Toni Collette è un’attrice stupefacente. Per le persone a cui piace, consiglio la serie in 12 episodi di United States of  Tara in cui interpreta una bordeline affetta da personalità multipla.

L’adattamento cinematografico è riuscitissimo. Nonostante qualche differenza che non pesa troppo per chi ha letto il libro, sembra essere stato proprio quest’ultimo l’unico vero copione. Traspare tutta la costruita superficialità di Will (Hugh Grant) e la meravigliosa ingenuità di Marcus (Nicholas Hoult). E’ stato bello, appena finita la lettura, rivedere questo film e giudicarlo migliore rispetto a prima perchè molte dinamiche sono più chiare, c’è più profondità. Tipicamente inglese, derivato da un romanzo tipicamente inglese, questo film è dedicato, almeno secondo me, a tutti coloro che almeno una volta nella vita sono rimasti gli ultimi davanti alla scuola aspettando qualcuno che li venisse a prendere.

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Quando non mi va di studiare, non mi va di lavorare, non mi va di cucinare, non mi va di, di solito noleggio un mucchio di film poco impegnativi e li guardo tutti d’un fiato. E’ toccato, in blocco, a tutta la saga cinematografica degli X-Men uscita fino ad ora: X-Men, X-Men 2, X-Men: Conflitto finale e X-Men le origini: Wolverine.

X-Men di Bryan Singer

I protagonisti del film

Apprezzatissimi l’azione che permea tutto il film e il tipico ritmo pieno di sarcasmo in quasi tutti gli scambi di battute, il punto di forza di questo film è che apre la saga cinematografica trasformando lo spettatore in un “abbonato” ai numeri successivi. Il mio personalissimo applauso va alla trasposizione fisica dei personaggi (fatta eccezione per Rogue che non trovo appropriata) perchè sembrano effettivamente usciti dal fumetto. In effetti lo scopo del film appare questo: introdurre il mondo dei mutanti ed eseguire una panoramica sui vari membri degli X-Men per lasciare che il pubblico identifichi i candidati ideali a diventare protagonisti nei film successivi.

Le battute:
Tieni l’occhio aperto! (Wolverine a Ciclope)
Ma voi buoni non morite mai?! (Toad durante un combattimento)

X-Men 2 di Bryan Singer

La locandina

A parte la pettinatura di Tempesta che assomiglia più ad una parrucca che ad una messa in piega, in questo film il male fa il suo notevole passo in avanti per unirsi ai buoni nella lotta contro un male comune. Diversa dal fumetto in diversi punti, ma egualmente articolata, la trama di questo secondo film inizia a delineare molto più marcatamente i rapporti che intercorrono tra i mutanti di una fazione e dell’altra. Emergono più esplicitamente le idee che ognuno dei protagonisti principali ha sulle questioni legate all’abissale differenza tra umani e mutanti. Non molto simile alla storia fumettistica è il personaggio di Nightcrawler che in questo film ha comunque un fascino tutto suo.

La battuta:
Non sapevo che Xavier avesse animali in casa. Seppure una bestia rara come te. (Colonnello Striker a Wolverine)

X-Men: Conflitto finale di Brett Ratner

I personaggi principali

La saga va in crescendo e, finalmente, Magneto ha la sua occasione di portare la guerra tra umani e mutanti allo scontro decisivo. Gli effetti speciali sono fantastici e realistici rendendo questo terzo film, il conclusivo, molto più profondo degli altri due. Chi vincerà? Il conflitto per la supremazia del DNA si risolverà dalla parte della Confraternita dei mutanti o dalla parte degli X-Men? Si stabilizza finalmente anche la pettinatura di Tempesta che si assesta su un moderno taglio corto.

La battuta:
È vigliaccheria salvarsi dalla persecuzione? Non tutti possiamo integrarci con facilità, tu non perdi il pelo sui mobili! (Bestia a Tempesta)

X-Men le origini: Wolverine di Gavin Hood

L'uomo e la bestia

Mi è piaciuto molto più degli altri forse perchè qui compare Gambit, mio mutante preferito, o forse perchè il protagonista è il cazzutissimo Logan prima che perdesse tutti i suoi ricordi. E’, infatti, qui raccontata la sua storia da un’infanzia turbolenta a una vita adulta costellata di incubi. Non svelo troppo sulla trama perchè mentre negli altri film quest poteva apparire scontata e prevedibile, qui ci sono diverse chicche che sorprendono. Appropriatissimo il doppiaggio di Victor/Sabretooth da parte di Pino Insegno. Lo consiglio anche se non si sono visti gli altri film in quanto questo è un prequel quasi senza riferimenti per gli altri della trilogia (fatta esclusione forse per il terzo in cui diversi dettagli vengono svelati…).

Insomma… Come gli altri prodotti cinematrografici Marvel (io adoro i Fantastici Quattro e recentemente ho visto Iron Man), questa serie non delude e si sono assicurati BabEle al cinema o in DVD per tutti gli altri spin-off.

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A cosa servono? Io, intanto, credo di aver capito a cosa NON servono.

L'oggetto

  • Non riparano dal sole (rendendo inutile la loro denominazione).
  • Non riparano lo sguardo dall’esterno (rendendo palese il guardare il culetto o il davanzale di una milady).
  • Non rendono più attraenti (rendono il viso del portatore come quello di un alieno: cozzano, infatti, con il carnato o il naso o la bocca o le sopracciglia del portatore nel 90% dei casi, rendendo il difetto più visibile).
  • Non rendono più sicuri (non sono, infatti, dei caschi ma dei semplici occhiali trasparenti).

Idee? Qualcuno sa, allora, a cosa servono?

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