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Archive for febbraio 2010

L’impressione era che avesse un fretta impressionante, che alle 20 e 30, dovesse fiondarsi verso chissà quanti altri appuntamenti. Ma cominciamo dal principio (e come mi chiederebbe il Cappellaio Matto, quando arrivo alla fine, mi fermo.)

E’ una sera fredda ma serena. Con i tempi che corrono (questa frase mi rende molto vecchia) BabEle si assicura di non andare sola all’appuntamento per vedere l’appartamento e con grande riconoscenza si porta dietro Uomo che le allevia l’ansia con battute e i risolini soppressi in un autobus verso uno strano signore coi capelli bianchi rimasto un po’ troppo affezionato agli anni ottanta. Come accordati telefonicamente, ci posizioniamo di fronte al civico di quello che secondo l’agente era “Un bell’immobile di metà novecento” e che invece secondo BabEle era “Un brutto casermone con un ingresso ancora più brutto”. Il nervoso la assale e fortunatamente Uomo la riporta con i piedoni per terra. Ansia. Piedoni per terra. Paranoia. Piedoni per terra.

Ecco l’agente immobiliare AgentePrescia che compare al telefono probabilmente fingendosi impegnato e fissando un altro appuntamento per dieci minuti dopo.

AgentePrescia: «Salve, piacere. AgentePrescia.»
Uomo: «Piacere, Uomo.»
BabEle: «Salve.»

AgentePrescia rimpinza Babele di domande a cui lei ha già risposto telefonicamente. Con gli occhi, intanto, capta tutto. L’orrendo ingresso. Il piano a cui salgono. Con le orecchie in allerta avverte ogni rumore. E, non ci voleva certo Sherlock Holmes, si accorge che in casa ci sia un’altra coinquilina che ben si guarderà dal farsi vedere.

AgentePrescia tenta di far passare questo come un bellissimo palazzo dicendo che è quasi una fortuna che io abbia la possibilità di vederlo e avere una stanza al suo interno. Uomo rimane in silenzio. Studia AgentePrescia probabilmente cercando di coglierne il punto debole per partire all’attacco salvando così la sua dolce pulzella in pericolo (okok… Mi attengo alla storia, scusate).

AgentePrescia: «Oooh.. Eccoci. Allora questo è l’ingresso. Come vedete la casa è ristrutturata. Vi faccio vedere uno dei due bagni.»
Nel dire questo apre la porta di un buco di bagno accendendo la luce per qualcosa come 4 secondi e richiude tutto.
AgentePrescia:
«Il secondo bagno.»
Altri 2 secondi.
AgentePrescia: «Ecco.. La grande cucina abitabile.»

Qui i nostri prodi riescono ad entrare. Vengono elogiati i due frigoriferi, di cui uno sembra avere una ventina di strati di croste sopra. AgentePrescia ci tiene a specificare che gli elettrodomestici sono nuovissimi. La cucina non entusiasma nè BabEle nè Uomo che hanno già la loro idea sulla casa. La stanza dovrebbe contenere due lesbiche (quelle dei filmini però, non quelle vere) che si sbaciucchiano, per la gioia di lui, e Jeff Buckley in carne ed ossa seduto sulla scrivania a cantare canzoni tutto incluso nel prezzo per quella di lei, per convincerli che questa casa è perfetta. Aperta la porta della prima stanza, non c’è traccia nè di Jeff, nè delle due lady.

AgentePrescia: «Come vedete, la stanza è stata appena ristrutturata. I mobili sono buoni e non di Ikea. Le serrande sono elettriche. Un nuovissimo armadio spaziosissimo. Abbiamo degli interruttori per accendere e spegnere le luci dal letto e sono segnalate con dei led. La stanza è molto luminosa e…»

BabEle: «Molto carina, sì. Ma quante coinquiline ci sono? Io le dicevo che cambio casa per problemi con le coinquiline…»

AgentePrescia: «Attualmente due. Al massimo.. Al massimo.. Quattro. Cinque.»
BabEle: «…»
Uomo: «…»
AgentePrescia: «Si.. Tutti i comfort insomma.»
BabEle: «E questa viene CifraGiusta
AgentePrescia: «No. Quella è andata via proprio stamattina. Questa viene CifraLeggermenteAlta
BabEle: «E in questo è compreso cosa?»
AgentePrescia: «Ogni mese c’è da versare il contributo forfettario di PochiEuro
BabEle: «Internet e telefono?»
AgentePrescia: «C’è possibilità di mettere il telefono in ogni stanza.»
BabEle: «…»
Uomo: «…Ed è compreso nelle spese che diceva prima?»
AgentePrescia: «…»
BabEle: «…»
Uomo: «…»
AgentePrescia: «…Quello in caso sarebbe da vedere all’interno della casa…»
BabEle: «Quindi attualmente non è attivo… E non è compreso…»
AgentePrescia: «C’è possibilità di mettere il telefono in ogni stanza.»

In silenzio, vagamente imbarazzato, lasciano la stanza e si dirigono verso l’altra. La tiritera è la medesima solo che qui c’è un meraviglioso terrazzo (secondo piano) che affaccia su un panorama magnifico: il traffico di una delle vie più usate di Roma. Questa la propone a PrezzoSpropositato e a distanza di meno di dieci minuti dal loro ingresso, i prodi escono dal palazzo con la promessa che entro sabato qualcuno si rifarà vivo. Seh. Come no.

BabEle: «Si.. Certo.. Ma hai…»
Uomo: «Aspetta.»
Camminano.
BabEle: «…»
Uomo: «Aspetta.»
Camminano.
BabEle: «…»
Uomo: «Aspetta.»
Camminano.
BabEle: «…visto che roba?»
Uomo: «Pensi di dirgli di no? No perchè il fatto che in una stanza nel 2010 ci siano gli interruttori per accendere e spegnere il lampadario mi sembra un punto più che positivo. Come hai visto, infatti, AgentePrescia ci ha tenuto a specificarlo più e più volte. Hai visto? Gli interruttori hanno anche i led per essere visti al buio. Valgono proprio PrezziSpropositati queste stanze, sì sì.»
VoceConfusa: «Gnognina!!»
BabEle si volta e vede AgentePrescia che li segue, un po’ inquietata si ferma e torna indietro.
AgentePrescia:
«Scusi… Ma se mi richiama sabato dovrei sapere il suo cognome…»
BabEle: «E’ sempre lo stesso. Sempre LeScaleDi
AgentePrescia: «Buona serata.»
BabEle: «Altrettanto…»

Avanti il prossimo!

Grazioso e raccolto monolocale abitato da due inquilini con cui dividere le spese

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La mia coinquilina, si, sempre lei, puzza.

A parte emanare questo olezzo per tutto il giorno, non so se i suoi neuroni siano in grado di fare altro visto che, anche stasera mi ha chiesto (per ben sette volte) se volevo le cazzo di OrecchietteConQuelFottutoCondimentoRifritto. Per una volta non stavo telefonando ma sostituite “Telefono” con “Sto pulendo, io” e il dialogo è il medesimo. Sempre le stesse cose e voi penserete “Ecchecaspiterina Babele, pure tu… Invece di ammorbarci con la rubrica Esticazzi sulla tua coinquilina, digliele a lei ste cose, no?“. Fatto. Io vi giuro che l’ho fatto. Niente. Niente, non succede niente. Oltre al suo essere pedante nell’accezione peggiore che potete concepire per questo termine, è proprio una persona SPORCA. Nel senso che è capace di vivere nel lordo. Adesso, sì, in questo preciso istante, sta soffriggendo non so cosa in una padella che io non uso usare perchè lei ci lascia ogni volta due dita di grasso. So già che dopo non laverà il fornello costringendomi, domani mattina, a dover quasi vomitare nel momento in cui andrò a mettere il caffè sul fuoco (sì, per la cronaca il mercoledì è il mio turno per le pulizie e io le faccio, facendo come prima cosa, nel pomeriggio, la cucina. E io ho già cenato. Ho già pulito).

Finalmente, domani, vado a vedere un appartamento nuovo. Puzza pure SignoraQ, io me ne vado!

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E’ ormai sera e la gentile e premurosa BabEle, ogni ogni sera, telefona a casa dei suoi genitori per un rapido saluto di superficie. Ogni sera, però, BabEle pensa che preregistrare delle risposte ritmiche sarebbe più che equivalente.

Sì? Pronto Neuro?

Ore 20.30
Risponde Padre: «Pronto?»
BabEle: «Ciao. Sono io.»
Padre: «PRONTO?»
BabEle: «Sempre io…»
Padre: «Oh! BabE. Sei tu?»
BabEle: «Sì. Sempre io… Come va?»
Padre: «Tutto bene, ti passo Madre.»
BabEle attende ora circa dieci minuti in attesa perchè Padre, in realtà, non ha realmente avvertito Madre che deve recarsi al telefono: «Pronto… PROOOOONTOOOOOOOOOoooooOOOOOO!!»
Voci di sottofocondo: «LA CENAAAAAA! Cane! Vai giù che c’è la cuccia. Nonna a tavolaaaaa!!»
BabEle: «PROOOOONTOOOOOOOOOOOO!! Ok.»
BabEle attacca il telefono. Fa uno squillo al cellulare di Madre e attende. Il telefono di casa suona.
Madre:«Oh! BabE! Dove sei?»
BabEle: «A casa… Mi hai… Mi hai chiamato a casa…»
Madre: «Eh sì. Tu non chiamavi stasera…»
BabEle: «Veramente ho chiamato e Padre mi ha detto che…»
Madre: «PADRE!! Ma non mi hai chiamato che c’era BabEle al telefono?! Guarda che proprio…»
BabEle: «Vabbè non importa… Come va? Tutto bene?»
Madre inizia a raccontare qualcosa ma dopo cinque minuti scarsi viene richiamata dalla cena che si fredda e dalle lamentele di chi la sta aspettando per mangiare: «Vado che si fredda la cena. Ti chiamo Nonna così è contenta che ti saluta.»
BabEle dopo aver salutato Madre stacca il telefono dall’orecchio perchè è già conscia della futura attesa, nel frattempo SignoraQ (per chi non la conoscesse si sbirciasse qualche post più sotto) che chiede il telefono: «E’ occupato. Sto telefonando…»
SignoraQ: «Ma…»
BabEle: «Nonna!! PRONTO?»
Nonna: «OH. CIAO AMORE. COME VA? HAI MANGIATO? SEI SOLA?»
BabEle: «Sto per mangiare adesso…»
Nonna: «COME?»
BabEle: «STO – PER – MANGIAAARE – ADESSO.»
Nonna: «Eh… Io non ci sento…»
BabEle: «Ho già mangiato, sì. E non sono sola.»
Nonna: «Mh. Va bene allora buon appetito. Ora che ti ho sentito sto più tranquilla. Attenta mi raccomando che al telegiornale ho sentito che in PaeseSceltoRandom c’è stato EventoBrutto
BabEle: «Ma io sono a Roma. E non esco. Non è successo qui…»
Nonna: «COME?»
BabEle: «Va bene. Starò attenta…»
Nonna: «Allora buonanotte. Ciao!»
BabEle: «Ciao nonna… Buonanotte.»
SignoraQ: «Fatto col telefono?»

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da Shall we dance?

We need a witness to our lives. There’s a billion people on the planet… I mean, what does any one life really mean? […] You’re saying, ‘Your life will not go unnoticed because I will notice it. Your life will not go un-witnessed because I will be your witness.’

Abbiamo bisogno di un testimone delle nostre vite. Ci sono miliardi di persone sul pianeta… Voglio dire, cosa può significare una sola vita? […] E’ come se dicessi “La tua vita non passerà inosservata perchè io la noterò. La tua vita non passerà inosservata perchè io sarò il tuo testimone.”

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Perchè non chiedersi qualcosa sul Papio Papio allora...

Stavo solo cazzeggiando su Google. Stavo solo chiacchierando al telefono con Uomo che mi fa notare che scrivendo parole strane sulla ricerca compaiono esempi di query troppo dettagliate. Stavo solo ridendo per aver scritto Entrare e aver osservato una delle ricerche proposte Entrare nei servizi segreti. Poi lui ha scritto quale…

BALENA???
Perchè la balena? Perchè così specifico? Quante persone fanno questa ricerca? E, di nuovo, perchè la balena? Non poteva essere “Quale di queste affermazioni sul DNA è sbagliata?“. Ma chi prendo in giro? Sarebbe stato strano e divertente comunque… E poi… Quale di queste… Di queste cosa? Dove sono le affermazioni? Rispetto a quali dobbiamo fare il paragone? TRENTOTTOMILANOVECENTO risultati. Se ci penso rido. Trentottomilanovecento risultati, secondo BigG dovrebbero riguardare affermazioni (rigorosamente sbagliate) sulle balene. Il bello è che questa ricerca non conduce a niente di rilevante, come c’era da aspettarsi. Ma allora io ai miei visitatori propongo una rosa di affermazioni. Scovate quella corretta…

  • Google funziona
  • Il popolo di internet sa come usare la ricerca di Google (inserendo domande con tanto di ? oppure frasi piene di articoli e congiunzioni)
  • La balena ha i denti aguzzi e mangia i burattini
  • Il papio papio pesa in media 17 kg.

Il fortunato che indovina prima vince… Niente?

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Finalmente un otopio!

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