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Archive for the ‘Suona strano’ Category

Toccare con mani il veleno per topi

Sinceramente io te lo sconsiglierei. Ti sconsiglierei anche di toccare poi qualsiasi altra cosa con le dita, mouse e tastiera per esempio.

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Il vento che pulisce la testa

L’estate qui sulle Scale è stata un po’ movimentata, piena di tutto. Spesso la realtà va a collidere con i piani, le aspettative, i programmi e allora non può far altro che respirare e ridimensionare il quadro. Succede e basta. In ogni caso, oggi, per me, finisce quell’estate dedicata al recupero delle energie, del rilassamento puro e semplice.

Mi rimetto in cammino per la vetta.

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Ormai ho capito che è in autobus che riesco a incontrare le persone più strane…

Prendete una madre intorno ai trent’anni e con due figli piccoli seriosissimi a cui si sta tenendo una lezione sulla storia antica di Roma in modo favolesco e romanzato mentre il popolo romano moderno si snoda nel traffico.
Mamma: «…E poi c’è stato un grande incendio appiccatto da uno degli imperatori… Nerone. Quest’uomo prima ha appiccato il fuoco su Roma e poi pensate… Rimase dentro la sua villa a suonare la cetra mentre Roma bruciava!»
Figlia: «…Davvero?»
Mamma: «Già… Ma piuttosto chi vi ricorda questo atteggiamento?»
Figlia&Figlio con un gridolino acceso e trionfante come se solo quella potesse essere la risposta esatta, all’unisono: «IL PAPA’!!!!»

Perchè un piromane pazzo vi ricorda il papà?!

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Quando è limitata è limitata. Non ci sono appigli possibili. Quando il tuo router in comodato d’uso ti abbandona lungo la strada e tu sei in mezzo alla preparazione di tre esami e un tirocinio, l’unica cosa che c’è da fare è chiamare GentileOperatore per una “rapida” sostituzione con tanto di menzione di priorità perché, cito, “si sente che avete bisogno della connessione…“.

E’ quando Internet consente la comunicazione tra due poli opposti e non consente di raggiungere il router dal pc tramite il cavo di rete perfettamente collegato che amo la tecnologia.

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…diceva un incazzatissimo Ted Neeley nei panni di Gesù, nel celeberrimo musical.

Lo diceva a dei pagani che infestavano il tempio di Gerusalemme con un mercato pieno di sesso, armi e corruzione. Bene, io, ora, mi chiedo che cosa succederebbe se dovesse tornare ad esaminare il sistema ecclesiastico (Gesù, non Neeley). Altro che prostitute, mitragliatrici e scommesse… Ne avrebbe di cose da buttare giù, e molte. E allora io mi chiedo perchè, siccome sono i  Vangeli che dicono che Gesù scacciò i mercanti dal tempio, se al catechismo si studiano proprio i Vangeli, l’ordine ecclesiastico sia alla stregua di un’associazione mafiosa: sesso, corruzione, potere politico, pedofilia, raggiro, opulenza, mistificazione, favoritismo, immunità penale. E non è per la riesumazione dello scandalo più vecchio, noto e insabbiato di tutti, che scrivo. E’ solo perchè stamattina mi sono svegliata cantando questa canzone. Ed è venuto tutto in automatico…

My temple should be a house of prayer
But you have made it a den of thieves

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Voglio impiantare questo pittoresco modo di dire in Italia. Mi ci impegnerò, lo prometto.

Il dubbio
DottorT scrive:
*Da un forum :O
*”Probably not. There is something like 64 Meg.
assigned to a typical Java
app., and if this method
goes bananas over 12 chars, it indicates much
deeper problems in the code.”
*Banaaaaaana?!??!

La certezza:
Go bananas

Sto ancora ridendo, sappiatelo. Se non smetto andrò a banane…

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…è bene che mi stia seduto a circa due poltrone di distanza (avendo le braccia molto lunghe, una è troppo poca).

E’ fastidioso perchè:

  • Se è un momento di stacco nelle battute, tipicamente c’è la musica che aiuta a affondare nel senso delle immagini e se c’è, io voglio sentirla.

  • Se è un momento di dialogo, l’applauso di uno attira l’applauso di altri che fanno perdere il filo e le battute salienti: non siamo a teatro, gli attori non smettono di parlare se sentono un applauso.

Quello che in assoluto trovo più fastidioso è il fatto che si rida sguaiatamente ad una battuta facendo scattare poi l’applauso: non, ripeto NON, siamo a Zelig.

Ora…

Da Wikipedia: L’applauso è fin dall’antichità un modo per esternare la propria approvazione e il proprio consenso a una o più persone. Già gli antichi romani applaudivano i gladiatori vittoriosi nelle arene. Tale manifestazione consiste nel battere i palmi delle mani ripetutamente producendo un suono secco e forte, che solitamente unito agli applausi di altre persone risulta simile a uno scroscio.

Al cinema chi accidenti stai omaggiando con il tuo applauso? C’è il regista imboscato nella platea? O forse il cast? O forse il direttore alla fotografia? AAAAAH!! C’è la comparsa che fa il cassiere nella quarta inquadratura della sesta scena, no?

E poi basta con questo abuso d’applauso. In un momento in cui siamo circondati da scrittori, musicisti, artisti , comici e attori appena mediocri, centelliniamo con attenzione l’applauso, affiniamo il nostro senso critico, promettiamo di far emergere dal mucchio soltanto chi ne è davvero meritevole. Arduo compito eh? Impegnamoci, tutti insieme e ricordate, ora e sempre…

Questo è un abuso. Scatta un fragore ogni quattro secondi e di divertente non c’è assolutamente nulla. Non solo non dovrebbero esserci applausi, non dovrebbero esserci risate, non dovrebbe esserci pubblico.

Questo è un uso corretto degli applausi. Nè troppi che diventano fastidiosi interrompendo ritmo e cadenze, nè troppo radi che aumenterebbero troppo la tensione sulle battute successive. Fino al secondo minuto non scatta nessun applauso. E quando scatta è per un luogo comune che viene condiviso da tutta la popolazione.

Per cui eccomi a fare un appello al vostro senso critico: prima di applaudire, o più in generale lodare, qualcuno, chiedetevi sempre se ne vale la pena.

Grazie grazie, non dovevate.

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