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Posts Tagged ‘azione’

Undici anni. Un dettaglio a caso? No. Undici anni sono gli anni spesi da Christopher Nolan per la scrittura e la realizzazione di questo progetto. Se per produrre qualcosa di qualità ci vuole tutto questo tempo, saremmo tutti ben lieti di vedere un solo film all’anno, parola mia.

Ma quello di Christopher Nolan è un nome che è anche un po’ una garanzia: pensiamo a Memento, suo primo lungometraggio di fama mondiale, che ha sfiorato il jackpot di premi…

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  • Prodotto da niente popò di meno che la stessa Eva Mendes, anche protagonista. Coincidenza…?

Film sulla scarsa, pressochè nulla, moralità dei produttori televisivi che sono i primi a rendersi conto di spacciare vera e propria spazzatura per grande culto. Lo scopo di questo pseudo documentario è proprio quello di puntare l’attenzione su quanto spesso si faccia leva sui desideri più ingenui ed innocenti delle persone (tipicamente il semplice “essere felici”) per arrivare all’estremo. Katy (Eva Mendes) è la produttrice di punta di una rete televisiva (per chi non lo sapesse, il produttore di un programma è colui che ne cura l’idea, il progetto e parte dei contenuti) e le viene la brillante idea di far giocare sei persone alla roulette russa per 5 milioni di dollari in una striscia serale di mezz’ora. Unico inconventiente… ogni sera, uno tra i sei “fortunati” concorrenti perde la vita perché si spara un colpo alla testa.

Ora… Ennesima critica alla tv-spazzatura? Bene. Concordando su tutta la linea mi butto a pesce nella visione e sono pronta a tutto. Dopo più di metà ancora non sono stata catturata, la regia è strana persino per essere un docu-film, lei provoca solo empatia negativa e il resto dei personaggi sono vuoti, costruiti e spenti. Inizio ad ipotizzare in compagnia circa cinque finali diversi e decidiamo, in accordo, che l’unico modo per cui il film abbia una speranza è di terminare proprio in uno esatto dei sei modi ma… No. Il film è proprio brutto. Uno spera che dopo due ore di filippica sulla tv cattiva, almeno si raggiunga una conclusione moraleggiante, un no chiaro e forte e invece niente. Lento e poco digeribile ha dalla sua qualche scena in cui i dialoghi sono taglienti e strutturati con particolare accuratezza… Ma tolti quei quattro minuti, è un altro pezzo di spazzatura che gira in tv. Da evitare, si era intuito?

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Conquistata da Snatch, quasi totalmente digiuna dello Sherlock Holmes letterario e attratta da questa versione un po’ meno primo novecento e molto poco “Elementare Watson” ho noleggiato questo film. Se ne sono rimasta contenta? Bien sur que oui! Basta con quel cappellino di tweed per il grande investigatore e con la pancia da riposo del caro Watson. Prendiamo due attori di fascino, molto molto fascino, e mettiamoli dentro un film per cambiare l’immagine che tutti hanno del detective e il risultato sarà…? Un film scoppiettante, con il taglio inconfondibile di Ritchie che lo rende veloce e con tanti piccoli sbocchi di tensione ben congeniata… La trama? Volete qualche informzione sulla trama di un film di investigazione? Niente di nuovo: ci sono uno o più morti, uno o più misteri misteriosi, una o più donne affascinanti, uno o più cattivi molto cattivi. Sembra un accozzaglia di luoghi comuni, e in effetti, un po’ lo è, ma stiamo sempre parlando di un personaggio e di storie che sono le stesse da decenni, molti decenni. E poi che importa? Quando un film è ben congeniato anche gli escamotage più comuni diventano un ottimo pretesto per creare un pacchetto finale che odora di originale e di divertente. Se avete una serata libera e non volete impegnarvi in niente nè di particolarmente emotivo, nè di particolarmente pesante, ecco le due ore che fanno per voi.

E… Qualcuno sa dirmi se Andy Garcia sa di avere un fratello, gemello per giunta?

Andy Garcia e Mark Strong: giochiamo a "trova l'intruso"

Tra i principali, nel cast troviamo, oltre al gemello non ufficiale di Andy, anche l’oscuro Robert Downey Jr., già noto come l’uomo di acciaio e forse, per i più sentimentalisti come il magico Larry di Ally McBeal, il bravissimo Jude Law (Alfie? Closer? Gattaca? AI – Intelligenza Artificiale?! Perché non ho tempo di scrivere di tutti questi film?!? – sfogoDiBabele) e la bella Rachel McAdams nel ruolo della prorompente Irene Adler… Ancora non vi ho convinto?

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E’ la fine del XII secolo e l’Inghilterra è dilaniata dalla povertà causata da una decennale guerra promossa da Riccardo I, che ha privato il regno degli uomini e dei risparmi. Cono­sciamo Robert Longstride che è un crociato come tanti, stanco e temprato dalla sofferen­za. Ecco chi è Robin Hood prima di trovare la bella Lady Marian, il suo fedele gruppo di guerriglieri, il grassoccio frate Tac e di diventare il fuorilegge leggendario che abita la fore­sta di Sherwood.

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Per la serie MarvelMonAmour, dopo la sequenza degli X-Men è toccato ad Iron Man. Non è che coi nomi si sbirrazziscono troppo, eh?

  • Adoro i supereroi che non hanno poteri. E’ facile essere Superman quando sei indistruttibile.
  • Ho un debole per Robert Downey Jr. dai tempi di Ally McBeal.
  • Molto, molto, molto scenico.

Il coattissimo casco.

Niente di nuovo. Guerra. Botte, tante botte. Battute acidissime. Ma c’è qualcosa, forse la firma, che rende questi film più che guardabili e basta. Sono divertenti, ma nel senso originario del termine latino: hanno lo scopo di alleviare la realtà distraendo. Siamo ai giorni nostri e Tony Stark, figlio del più grande magnate dell’industria bellica, dispone di un cervello che gli ha permesso una laurea al MIT in età giovanissimo. Perennemente seguito da Pepper, la sua biondissima assistente, e da Jarvis il bionico maggiordomo, questo Peter Pan tecnologico, è costretto ad affrontare situazioni di pericolo estremo per uscirne da vero eroe salvatore. Mi è piaciuto molto perchè fondamentalmente di John Stark  sapevo solo che era ricco, affascinante e intelligente. Non conoscevo trame e sottotrame, quindi era come guardare una novità assoluta da cui ti lasci prendere del tutto. E mi ha davvero divertito. E’ perfetto per passare due ore a fare “Oh! Che idea figa!” oppure “AHAHA! Cattivissima lei!“.

La battuta

Agente Phil Coulson: Non sono un giornalista, agente Phil Coulson dello S.H.I.E.L.D. “Strategic Hazard Intervention, Espionage and Logistics Directorate”.
Pepper Potts: Certo che riempie la bocca.
Agente Phil Coulson: Lo so, vorremmo abbreviarlo.

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Quando non mi va di studiare, non mi va di lavorare, non mi va di cucinare, non mi va di, di solito noleggio un mucchio di film poco impegnativi e li guardo tutti d’un fiato. E’ toccato, in blocco, a tutta la saga cinematografica degli X-Men uscita fino ad ora: X-Men, X-Men 2, X-Men: Conflitto finale e X-Men le origini: Wolverine.

X-Men di Bryan Singer

I protagonisti del film

Apprezzatissimi l’azione che permea tutto il film e il tipico ritmo pieno di sarcasmo in quasi tutti gli scambi di battute, il punto di forza di questo film è che apre la saga cinematografica trasformando lo spettatore in un “abbonato” ai numeri successivi. Il mio personalissimo applauso va alla trasposizione fisica dei personaggi (fatta eccezione per Rogue che non trovo appropriata) perchè sembrano effettivamente usciti dal fumetto. In effetti lo scopo del film appare questo: introdurre il mondo dei mutanti ed eseguire una panoramica sui vari membri degli X-Men per lasciare che il pubblico identifichi i candidati ideali a diventare protagonisti nei film successivi.

Le battute:
Tieni l’occhio aperto! (Wolverine a Ciclope)
Ma voi buoni non morite mai?! (Toad durante un combattimento)

X-Men 2 di Bryan Singer

La locandina

A parte la pettinatura di Tempesta che assomiglia più ad una parrucca che ad una messa in piega, in questo film il male fa il suo notevole passo in avanti per unirsi ai buoni nella lotta contro un male comune. Diversa dal fumetto in diversi punti, ma egualmente articolata, la trama di questo secondo film inizia a delineare molto più marcatamente i rapporti che intercorrono tra i mutanti di una fazione e dell’altra. Emergono più esplicitamente le idee che ognuno dei protagonisti principali ha sulle questioni legate all’abissale differenza tra umani e mutanti. Non molto simile alla storia fumettistica è il personaggio di Nightcrawler che in questo film ha comunque un fascino tutto suo.

La battuta:
Non sapevo che Xavier avesse animali in casa. Seppure una bestia rara come te. (Colonnello Striker a Wolverine)

X-Men: Conflitto finale di Brett Ratner

I personaggi principali

La saga va in crescendo e, finalmente, Magneto ha la sua occasione di portare la guerra tra umani e mutanti allo scontro decisivo. Gli effetti speciali sono fantastici e realistici rendendo questo terzo film, il conclusivo, molto più profondo degli altri due. Chi vincerà? Il conflitto per la supremazia del DNA si risolverà dalla parte della Confraternita dei mutanti o dalla parte degli X-Men? Si stabilizza finalmente anche la pettinatura di Tempesta che si assesta su un moderno taglio corto.

La battuta:
È vigliaccheria salvarsi dalla persecuzione? Non tutti possiamo integrarci con facilità, tu non perdi il pelo sui mobili! (Bestia a Tempesta)

X-Men le origini: Wolverine di Gavin Hood

L'uomo e la bestia

Mi è piaciuto molto più degli altri forse perchè qui compare Gambit, mio mutante preferito, o forse perchè il protagonista è il cazzutissimo Logan prima che perdesse tutti i suoi ricordi. E’, infatti, qui raccontata la sua storia da un’infanzia turbolenta a una vita adulta costellata di incubi. Non svelo troppo sulla trama perchè mentre negli altri film quest poteva apparire scontata e prevedibile, qui ci sono diverse chicche che sorprendono. Appropriatissimo il doppiaggio di Victor/Sabretooth da parte di Pino Insegno. Lo consiglio anche se non si sono visti gli altri film in quanto questo è un prequel quasi senza riferimenti per gli altri della trilogia (fatta esclusione forse per il terzo in cui diversi dettagli vengono svelati…).

Insomma… Come gli altri prodotti cinematrografici Marvel (io adoro i Fantastici Quattro e recentemente ho visto Iron Man), questa serie non delude e si sono assicurati BabEle al cinema o in DVD per tutti gli altri spin-off.

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