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Posts Tagged ‘cartoni animati’

  • Commovente e meravigliosa colonna sonora
  • Dialoghi semplici e dolcezza in ogni gesto
  • Amore a prima vista per il cane Dug e per il bambino Russel
  • 10/10 anche al cortometraggio Parzialmente nuvoloso che apre la pellicola, facendo assaporare il profumo di quello che verrà dopo

Up - Russel e Carl Fredricksen

Scrivo proprio mentre ascolto la dolcissima colonna sonora. Si toccano delle note alte, trilli leggeri, che si accompagnano perfettamente al carattare di sogno-viaggio dell’anziano protagonista, il signor Fredricksen. Stupita esattamente quanto lo sono stata all’uscita di Wall-E, continuo a chiedermi come riescano a produrre dei capolavori di tale impressione emotiva. E’ perfetto. Fa ridere. Fa commuovere. Fa rabbia e tenerezza. Vorresti avere quel cane e volare su una casa grazie a tanti, tantissimi palloncini tutti colorati. Chi non cè stato al cinema, chi non ha intenzione di vederlo in DVD, non sa davvero cosa si sta perdendo. E’ un capolavoro. Ne sono innamorata al tal punto che vorrei vederlo ancora e ancora perchè ogni volta mi commuoverei davanti alla storia di un anziano che spento, lentamente si riaccende. Forse è così dolce perchè ognuno di noi ha un sogno impossibile da realizzare mentre un ottantenne che ha più ossa artritiche che peli sulle sopracciglia, ci riesce e arriva al suo meraviglioso happy ending. Sì, forse è questo.  E’ la speranza che non sia mai troppo tardi per prendere un treno che è già passato. Lo consiglio. Lo consiglio vivamente perchè permette per 96” di tornare bambini e ridere per cose un po’ stupide apprezzando l’emozione di una storia originale. Mi sento di ringraziare, più di tutti, i due anziani sulla fila davanti alla mia che, insieme a me e Uomo, sono rimasti fino alla fine dei titoli di coda per poi chiederci con entusiasmo cosa ne pensassimo e lasciarci con un “Molto, molto carino e dolce” prima di augurarci un buon proseguimento. Sono questi i momenti in cui ringrazio l’esistenza di persone intelligenti capaci di apprezzare un film come questo senza escluderlo solo perchè sul cartellone c’è scritto Disney. Bellissimo. Punto.

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La mancanza del computer (che per ironia della sorte è a Roma, sopra il mio letto, mentre io sono in Umbria a smaltire l’influenza nella casa genitrice) ha causato uno strano ritorno all’infanzia. Si tratta, siore e siori, niente popò di meno che di Sailor Moon! Inizio qualche giorno fa da Youtube e ora, praticamente, è una droga: non riesco più a staccarmi.

sailor-moon

Sailor Moon - Io da piccola ero sempre il cattivo

Non è tanto la trama.
Non sono tanto i personaggi.
E non sono nemmeno i colori luccicanti delle trasformazioni.
No, no, non è neanche il solito clichè giapponese per cui se ti cambi di vestito ma non modifichi nè trucco nè pettinatura nessuno ti riconosce…
Che cos’è?!
Ci ho pensato per giorni e giorni al perchè vederne una mi provoca questo senso di assuefazione e…

Quando mi è suonato il campanello in testa è stato tutto più che chiaro: ripetitività e monotonia. La mancanza TOTALE di colpi di scena nel 95% delle puntate (tralasciando il fatto che se non sei sordo-cieco-muto-anosmicoevvai col parolone del giorno! – dalla sigla ti è chiara la trama fino alla 117esima stagione) fa sì che gli episodi si susseguano senza il coinvolgimento di alcun processo cognitivo eccessivamente dispendisioso.
Perdi una battuta? Sticazzi. Mediamente è “Sono una combattente che veste alla marinara” o una frase contenente la parola luna, inserita in un contesto pseudocasuale: nomi di gatti, oggetti contundenti volanti…
Ti sei girato e hai perso parte dell’introduzione? Sticazzi. Mediamente è un banale pretesto per una scarsa morale, sfruttato dai cattivi per succhiare l’energia degli umani: in questo caso parliamo di diete (siamo belli così come siamo), veggenti (il futuro è un’incognita), il tutto condito  da frasi inflazionatissime del nemico, “Che sciocchi questi umani”, seguite da un vago accenno di risata malefica.

Eppure, quasi non ci credevo ma…
Solo ed Esclusivamente grazie alle musiche è possibile capire a che pezzo di puntata stiamo. Essendo costruite nel metodo più classico, introduzione (bunny va a scuola) – premessa al nucleo (bunny viene a conoscenza di un nuovo negozio/attività/cosa che ha successo in città) – nucleo (bunny viene prima colta in castagna e poi bastonata dal nemico di turno) – conclusione (bunny sgomenta il nemico), viene reso ancora più semplice il riconoscimento delle fasi dalla colonna sonora, in modo che il pubblico continui a sentire familiairtà con quello che sta guardando. Se capita cercate una puntata, soprattutto della prima stagione, e scanditela: quando arriva Milord (occhi a cuore per tutti…) parte la sviolinata, quando lei si trasforma ha la musichina personalizzata, quando sta a scuola c’è quella musica trapana neuroni che sembra sia prodotta da una tastiera sintetizzatissima e via dicendo…

E…

Luna: «Forza! Questo è il momento del cristallo di Luna!»
Sailor Moon: «Ma potrei fare del male ai ragazzi…»
Luna: «Allora dovrai dire cirstallo di Luna e polvere di stelle…»
Sailor Moon: «E va bene!»

[da Sailor Moon 1×07 – Profumo di Trappola]

Ma come “Allora devi blabla”? ALLORA?? Luna, cara piccola micetta, in mezzo a quei bambini c’è il piccolo, ignaro e burattinato fratellino di Sailor Moon… Non sei forse alla ricerca della paladina che sarà in grado di salvare gli umani dal Nemico? Gli umani innocenti? E quei ragazzini, non sono forse degli umani innocenti? Bah… Sei senza cuore!

E c’è un’ultima cosa che vorrei aggiungere prima di terminare l’ultimo dei miei tanti sproloqui giornalieri…
Guardare dopo tanto tempo questo cartone oggi e sentire come primo impulso quello di sminuzzarlo per scandirlo razionalmente, un po’ uccide la mia bambina interiore e che me  lo ha fatto cercare. Per premiarla, penso proprio che finirò di guardarmi qualche altra stagione…
E’ ancora un po’ troppo presto per far vincere il cinismo.

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