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Posts Tagged ‘famiglia’

Quando sono sommersa dagli impegni inizio a scrivere duecento articoli che poi rimangono lì, fermi, parcheggiati in “Bozze” o intrappolati in giallissimi post-it che appendo quasi ovunque. Voglio tirarli fuori, mano a mano, e impacchettarli per voi, per dirvi a quali film starò più lontana e per quali invece ricorro al loop per qualche scena… Una specie di buon proposito per il settembre nuovo, insomma.

Purtroppo, quando l’estate è povera di sostanza cinematografica è al mitico DVD che bisogna ricorrere: è l’estate il momento in cui uno scorre la lista mentale di tutti i film per i quali ha detto “Aaaaah! Figo questo lo voglio proprio andare a vedere quando esce!” e poi i cartelloni si sono staccati, il film è passato per lasciare spazio a qualche titolo nuovo e voi ancora sul divano a lambiccarvi su qual’era il titolo di quel film che l’anno scorso avreste voluto vedere…

Raccolti per voi alcuni film degli ultimi anni che meritano, chi più chi meno, di essere presi in considerazione quando uno schermo e il lettore DVD sembrano essere gli unici amici di cui disponiamo!


CineEstate 2010 – La rassegna agostina delle Scale

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E’ stato quando si sono abbassate le luci che ho capito che il pop corn XL non sarebbe mai bastato per i trailer iniziali. E’ un buon inizio. Una calda aspettativa crea in me un senso di vuoto allo stomaco che va riempito in fretta e con foga. Ecco i titoli di apertura. La musica allegra promette un film frizzante ed ironico. Fabio DeLuigi si presenta come Ezio Colazzi e vuole scrivere un film. Ecco che, allora, inizio a seguirlo mentre porta a spasso Gianni (il suo cane) o scorrazza in bicicletta in giro per una bellissima Milano.

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  • Bello, amaro, ma un tantino sterile, fine a se stesso.
  • Per la serie Kate Winslet mon amour, anche qui lei è bravissima.

Il fortunato duo del Titanic torna in una storia trascinante che porta ad un’attenta riflessione su quanto i problemi in un rapporto, in un matrimonio “bloccato” siano sempre gli stessi: frustrazione, amarezza, senso di colpa e incapacità di rimanere se stessi senza annullarsi per l’altra persona. I dialoghi sono da brivido, lucidissimi, oculati: senza inutili giri di parole vengono vomitati litri e litri di bile dentro una magnifica casa perfetto stile nuovo coloniale in questa Revolutionary road. Non è un film che si inquadra facilmente (del resto sembra un vezzo del regista nella cui filmografia troviamo come esordio American Beauty…) che è colmo di riflessioni sulla vita, o meglio, su tutti gli ostacoli che le persone affrontano prima di diventare inevitabilmente pazzi o del tutto indifferenti nei confronti della vita.

Ecco, si potrebbe quasi dire che quello che lascia questo film è un profondo senso di vuoto e di malinconia per via della domanda che resta sottopelle: ma è proprio vero che non c’è alcuna speranza?

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Niente di più, niente di meno.
…Sante nonne…

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Il cast quasi al completo

Il pattern di Özpetek è ormai più che collaudato: abbiamo bisogno senza dubbio di una donna eterosessuale turbata da carenze affettive che riversa su uomini omosessuali (e quindi impossibili da avere), di uno (o più) uomini omosessuali che sono (chi più chi meno) al centro della scena, di una figura saggia (tipicamente femminile) che dispensa consigli profondi e perfetti ai suddetti, di grandi tavolate di persone che si stanno (chi più chi meno) simpatiche e il “gioco” è fatto. Detto così anche un bambino sarebbe in grado di scrivere una sceneggiatura che stia in piedi… Eppure questo film mi ha colpito in maniera significativa, prima facendomi sganasciare dalle risate e poi commuovendomi perchè probabilmente quegli ingredienti sono stati mescolati in un modo decisamente efficace. In uno sfondo di amori tanto forti quanto ostacolati, le scene si susseguono con un ritmo del tutto naturale distraendo lo spettatore che viene assorbito dalla trama. Questo, come tra l’altro tutti i film di Özpetek, non è un film sui gay, per i gay, scritto da un gay: questo film parla d’amore, da un punto di vista diverso, odiato e temuto, ma pur sempre e semplicemente di amore.

Alcune note su alcuni membri del variopinto cast: Alessandro Preziosi non mi ha del tutto colpito mentre, come già detto, sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’interpretazione convincentissima di Scamarcio. Intanto si collaudavano le mie opinioni sul maestoso Ennio Fantastichini, sulla spesso sottovalutata Lunetta Savino e sulla mediterraneissima Nicole Grimaudo. Sparita da un po’ di tempo dagli schermi e dai palchi (a parte qualche piccolo cameo in serie televisive, un film e uno spettacolo teatrale), dopo dieci anni Ilaria Occhini torna a strabiliare il pubblico con il suo talento ormai consolidato, in una parte che anche fisicamente appare perfetta per lei.

Da vedere!

Cinquantamilaaaaa lacrimeeeeee non basteraaannooo perchèèèèèè…

Trovate questa recensione anche qui!

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E’ ormai sera e la gentile e premurosa BabEle, ogni ogni sera, telefona a casa dei suoi genitori per un rapido saluto di superficie. Ogni sera, però, BabEle pensa che preregistrare delle risposte ritmiche sarebbe più che equivalente.

Sì? Pronto Neuro?

Ore 20.30
Risponde Padre: «Pronto?»
BabEle: «Ciao. Sono io.»
Padre: «PRONTO?»
BabEle: «Sempre io…»
Padre: «Oh! BabE. Sei tu?»
BabEle: «Sì. Sempre io… Come va?»
Padre: «Tutto bene, ti passo Madre.»
BabEle attende ora circa dieci minuti in attesa perchè Padre, in realtà, non ha realmente avvertito Madre che deve recarsi al telefono: «Pronto… PROOOOONTOOOOOOOOOoooooOOOOOO!!»
Voci di sottofocondo: «LA CENAAAAAA! Cane! Vai giù che c’è la cuccia. Nonna a tavolaaaaa!!»
BabEle: «PROOOOONTOOOOOOOOOOOO!! Ok.»
BabEle attacca il telefono. Fa uno squillo al cellulare di Madre e attende. Il telefono di casa suona.
Madre:«Oh! BabE! Dove sei?»
BabEle: «A casa… Mi hai… Mi hai chiamato a casa…»
Madre: «Eh sì. Tu non chiamavi stasera…»
BabEle: «Veramente ho chiamato e Padre mi ha detto che…»
Madre: «PADRE!! Ma non mi hai chiamato che c’era BabEle al telefono?! Guarda che proprio…»
BabEle: «Vabbè non importa… Come va? Tutto bene?»
Madre inizia a raccontare qualcosa ma dopo cinque minuti scarsi viene richiamata dalla cena che si fredda e dalle lamentele di chi la sta aspettando per mangiare: «Vado che si fredda la cena. Ti chiamo Nonna così è contenta che ti saluta.»
BabEle dopo aver salutato Madre stacca il telefono dall’orecchio perchè è già conscia della futura attesa, nel frattempo SignoraQ (per chi non la conoscesse si sbirciasse qualche post più sotto) che chiede il telefono: «E’ occupato. Sto telefonando…»
SignoraQ: «Ma…»
BabEle: «Nonna!! PRONTO?»
Nonna: «OH. CIAO AMORE. COME VA? HAI MANGIATO? SEI SOLA?»
BabEle: «Sto per mangiare adesso…»
Nonna: «COME?»
BabEle: «STO – PER – MANGIAAARE – ADESSO.»
Nonna: «Eh… Io non ci sento…»
BabEle: «Ho già mangiato, sì. E non sono sola.»
Nonna: «Mh. Va bene allora buon appetito. Ora che ti ho sentito sto più tranquilla. Attenta mi raccomando che al telegiornale ho sentito che in PaeseSceltoRandom c’è stato EventoBrutto
BabEle: «Ma io sono a Roma. E non esco. Non è successo qui…»
Nonna: «COME?»
BabEle: «Va bene. Starò attenta…»
Nonna: «Allora buonanotte. Ciao!»
BabEle: «Ciao nonna… Buonanotte.»
SignoraQ: «Fatto col telefono?»

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